Il cambio euro dollaro è costretto ad arretrare sensibilmente dopo un calo della fiducia sulla tregua tra USA e Iran, a causa dei più recenti sviluppi.
Il cambio euro dollaro ha registrato un deciso arretramento, in parallelo alla ripresa del petrolio WTI, poiché il mercato ha interpretato il sequestro di due imbarcazioni nello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran come un potenziale fattore di rischio per la tenuta della tregua in corso.
In realtà, a pesare maggiormente è una nuova ondata di scetticismo legata al fatto che Teheran non si è presentata al tavolo per il secondo round di colloqui con gli Stati Uniti, costringendo Trump a prorogare la tregua e alimentando dubbi sulla reale volontà delle parti di avvicinarsi a un accordo.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna 1,1697 dollari, in calo sotto il supporto principale.
Il cambio euro dollaro passa di mano appena sopra 1,17 e continua a minacciare una rottura al ribasso di questo supporto particolarmente rilevante per l’impostazione di brevissimo termine. È noto come il cross, da diverse settimane, non riesca a recuperare terreno grazie ai soli dati macro dell’Eurozona (spesso deboli) e che la recente fase di risalita sia stata favorita quasi esclusivamente dal riassorbimento del dollaro USA dopo l’avvio della tregua.
Un’eventuale violazione di 1,17 invierebbe al mercato un segnale di deterioramento della fiducia nella possibilità di una conclusione rapida del conflitto. In questo caso, non sarebbe sorprendente assistere a un’estensione del ribasso verso i supporti tra 1,1650 e 1,1620, con un obiettivo bearish principale collocato in area 1,15.
Sul fronte opposto, lo scenario rialzista tornerebbe credibile solo con una stabilizzazione sopra 1,17 e un recupero progressivo verso 1,1750. Un superamento di quest’area aprirebbe poi spazio a un’estensione verso 1,1780 e, successivamente, verso la soglia psicologica di 1,18, che rimane il vero spartiacque per un’inversione più strutturata, ancora poco plausibile.
Il calendario economico parte oggi con l’indice PMI in Germania e nell’Eurozona in generale. Dagli USA, attenzione al medesimo aggiornamento e alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli USA.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.