Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano nuovamente sopra la resistenza intermedia di 65 dollari al barile, che era stata abbandonata con l’ultimo arretramento di ieri.
Il gas naturale, invece, non è riuscito a riprendere quota in maniera significativa e rimane ancora in calo del -3,8% in cinque giorni.
Per entrambe le commodities lo spettro di nuovi ribassi è sempre dietro l’angolo e non si intravedono catalizzatori tali da fornire nuova spinta rialzista, come accaduto con il breve conflitto tra Israele e Iran.
Se dal Medio Oriente non dovessero più giungere altre sorprese, il prezzo del petrolio greggio WTI e quello del gas naturale potrebbero finalmente stabilizzarsi in un tentativo di riduzione della volatilità. Intanto, al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 65,50 dollari e il gas naturale passa di mano a 3,443 dollari.
Previsioni sul prezzo del petrolio greggio WTI
Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano sopra la resistenza a 65,5 dollari al barile, nonostante il potenziale per nuovi e più ampi arretramenti. Ipotizzando però una tenuta del livello attuale, la commodity potrebbe ben presto adocchiare l’EMA a 100 giorni a quota 66,09 dollari e i livelli immediatamente successivi a 66,20 e 66,70 dollari al barile.
Pur non rappresentando singolarmente degli obiettivi di gran livello, questi scalini rialzisti permetterebbero al petrolio greggio una ripresa salda e ponderata, fino al target rialzista intermedio dei 68 dollari.
Difficilmente l’allungo potrebbe invece spingersi fino ai 70 dollari tondi e oltre. Per un rialzo di questa portata sarebbe infatti necessaria una spinta più netta, di natura fondamentale.
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Il gas naturale rimane ancora in bilico tra lo scenario spiccatamente ribassista che partirebbe sotto l’EMA a 200 giorni, e quello moderatamente rialzista alle porte dei 3,5 dollari.
Al momento, è però evidente come gli stimoli rialzisti della seconda metà Giugno abbiano spinto la commodity in chiaro territorio di ipercomprato.
Il livello tondo di 4 dollari non sarà più testato nel brevissimo termine e persino le resistenze a 3,660 e 3,735 dollari risultano ancora eccessivamente distanti.
Nello scenario attuale, possiamo tutt’al più ipotizzare per il proseguimento della settimana una stabilizzazione intorno ai 3,50 dollari, o un tentativo di ripresa sui 3,62/3,65 dollari.
Altrettanto plausibile sarebbe, tuttavia, un ulteriore scivolamento sui minimi già toccati ieri a 3,20 dollari, dunque sotto l’EMA a 200 giorni. Questo indicatore tecnico, attualmente a quota 3,377, segna il chiaro spartiacque tra scenario rialzista e ribassista.
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