Il prezzo del petrolio greggio WTI continuerà a muoversi in pieno territorio rialzista e potrebbe agevolmente raggiungere i 100 dollari al barile. Anche il gas è stabile al rialzo.
Il prezzo del petrolio greggio WTI continua a muoversi in pieno territorio rialzista e si avvicina progressivamente al livello tondo di 100 dollari, in un contesto di maggiore razionalità del mercato rispetto al precedente rally conclusosi sui 120 dollari.
Il gas naturale, invece, si mantiene stabilmente rialzista sopra il supporto a 3,20 dollari e potrebbe consolidare come da noi ipotizzato, per allontanarsi definitivamente dalla precedente fascia laterale.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 96 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,276 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI continua a mantenersi rialzista e supera i 95 dollari al barile in un movimento che segnerà quasi certamente un tentativo di ritorno sui 100 dollari. Un arretramento sostenuto appare difficile e potrà verificarsi solo con nuove e più sicure dichiarazioni sulla fine del conflitto in Iran. Per il momento, il mercato rimane piuttosto cauto e vede nello stretto di Hormuz il catalizzatore delle quotazioni future.
In caso di break-out rialzista sopra i 100 dollari, il petrolio greggio potrà estendere ulteriormente la sua corsa, ma a questo punto potremmo attenderci nuove dichiarazioni e rassicurazioni (non necessariamente attendibili) per frenare l’ascesa. Per il momento, una resistenza intermedia va rintracciata a 97,24$.
Il prezzo del gas naturale si manterrà rialzista finché il supporto a 3,20 dollari rimarrà difeso. Conservare questa tendenza dominante sarà fondamentale per allontanare ulteriormente le quotazioni dalla fascia laterale piuttosto ampia che andava dai 2,80 ai 3,20 dollari.
Le resistenze intermedie da monitorare si trovano a 3,335 e 3,50; una ripresa oltre questi target confermerebbe lo scenario rialzista e potrebbe estendere ulteriormente le quotazioni.
Ritengo però che la commodity non abbia ancora ricevuto una spinta tale da garantire questo allungo e stabilisco dunque a 3,30/3,335 l’obiettivo rialzista più agevole da raggiungere.
Un arretramento sotto i 3,20 dollari, come già accennato, segnerebbe il ritorno in una fascia di prezzo laterale che ha contribuito ad appiattire le quotazioni per lungo tempo. Il calo sui 3 dollari tondi (e persino oltre) sarebbe una naturale conseguenza di questo primo movimento ribassista.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.