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Il metallo giallo sembra consolidarsi sotto i 4.650 $, mentre gli acquirenti attendono con impazienza la pubblicazione dei dati PCE statunitensi.
Il prezzo dell’Oro rimane sotto pressione nella sessione di mercoledì, mantenendosi al di sotto della soglia dei 4.650 $, ma senza mostrare per il momento un’accelerazione ribassista sufficientemente forte da compromettere la struttura positiva costruita nelle ultime settimane. Il metallo giallo continua, infatti, a muoversi all’interno del range della seduta precedente, mentre gli investitori riducono l’esposizione direzionale in attesa di nuovi segnali dalla macroeconomia statunitense.
Il principale ostacolo nel breve periodo è rappresentato dal recupero del dollaro statunitense, sostenuto da un riposizionamento degli operatori prima della pubblicazione dell’Indice dei Prezzi delle Spese per Consumi Personali (indice PCE). Il dato rappresenta una delle misure dell’inflazione maggiormente osservate dalla Federal Reserve e potrebbe modificare sensibilmente le aspettative sui tassi di interesse.
Un’inflazione PCE superiore alle previsioni potrebbe riportare in primo piano la possibilità di una politica monetaria più restrittiva, sostenendo il biglietto verde e i rendimenti dei Treasury e creando nuove pressioni sul prezzo dell’Oro. Al contrario, un ulteriore rallentamento delle pressioni inflazionistiche rafforzerebbe le aspettative che la FED possa mantenere invariato il costo del denaro nella riunione del 15-16 settembre, scenario generalmente favorevole agli asset che non generano rendimento come il metallo giallo.
L’altro appuntamento centrale della settimana sarà l’intervento del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole, previsto per venerdì. Gli operatori cercheranno indicazioni sulla valutazione della banca centrale riguardo al recente rallentamento dell’inflazione, alla debolezza del mercato del lavoro e alla traiettoria futura dei tassi.
Nonostante la debolezza osservata sotto i 4.650 $, il quadro fondamentale del metallo giallo rimane caratterizzato da forze contrastanti. Da una parte, il temporaneo recupero del dollaro USA frena gli acquisti; dall’altra, la discesa dei rendimenti obbligazionari statunitensi continua a rappresentare un importante elemento di sostegno.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.633,415 $, in ribasso dello 0,55% ed in pieno tentativo di creazione di una conformazione ribassista; dal punto di vista tecnico, una chiusura sotto i 4.620 $ permetterebbe agli orsi di poter aumentare la loro pressione, spingendo la commodity verso il livello annuale dei 4.550,15 $, il cui superamento aprirebbe le porte per un veloce tentativo di raggiungimento del livello chiave dei 4.500 $.
Tuttavia, una chiusura sopra i 4.660 $ comporterebbe un annullamento della conformazione ribassista, con i tori che a quel punto spingeranno il metallo giallo prima verso il livello chiave dei 4.700 $ e successivamente verso il livello annuale dei 4.801,767 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.