Il metallo giallo inizia la nuova settimana in ribasso, con l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran che sta indebolisce il dollaro statunitense.
Il prezzo dell’Oro tenta di recuperare terreno dopo essere scivolato sotto la soglia dei 4.050 $ durante la sessione asiatica, ma il rimbalzo appare per il momento fragile. Il metallo giallo continua, infatti, a risentire del rafforzamento del dollaro statunitense e delle crescenti aspettative che la Federal Reserve possa mantenere una politica monetaria restrittiva ancora a lungo. A sostenere il biglietto verde contribuiscono sia l’aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente sia il nuovo rialzo dei prezzi del petrolio, fattori che rischiano di riaccendere le pressioni inflazionistiche a livello globale.
Il contesto macroeconomico resta quindi complesso per il metallo giallo, che si trova stretto tra il tradizionale ruolo di bene rifugio e gli effetti negativi derivanti dall’aumento dei rendimenti obbligazionari e dalle prospettive di tassi di interesse più elevati negli Stati Uniti. Storicamente, infatti, un contesto caratterizzato da rendimenti in crescita tende a penalizzare il metallo giallo, che non offre cedole né interessi agli investitori.
La nuova escalation tra Stati Uniti e Iran rappresenta il principale elemento di attenzione sui mercati finanziari. Nel corso del fine settimana, Washington ha condotto una nuova serie di attacchi contro obiettivi iraniani, ai quali Teheran ha risposto con lanci di missili contro installazioni militari statunitensi presenti nell’area del Golfo Persico. Parallelamente, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, dopo aver colpito un’altra nave mercantile in transito lungo la strategica via marittima.
Comunque, l’attenzione dei mercati sarà ora concentrata sulla testimonianza del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, davanti al Congresso, appuntamento che potrebbe fornire indicazioni più precise sull’orientamento della Banca Centrale riguardo ai prossimi interventi di politica monetaria.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.080,715 $, in ribasso dello 0,97% ed in pieno tentativo da parte dei tori nel recuperare le perdite ma il livello annuale dei 4.093,368 $ potrebbe fungere da forte ostacolo per il proseguimento del movimento rialzista; dal punto di vista tecnico, un superamento agevole del livello annuale dei 4.093,368 $ permetterebbe ai tori di poter aumentare le loro posizioni, con il metallo giallo che potrebbe raggiungere il livello chiave die 4.200 $ e il livello annuale dei 4.298,533 $.
Tuttavia, un rimbalzo SHORT del livello annuale dei 4.093,368 $ spingerebbe gli orsi a tentare l’allungo ribassista, con il livello psicologico dei 4.000 $ a fungere da principale obiettivo SHORT nonché ostacolo, il cui superamento aprirebbe le porte per il raggiungimento del livello chiave dei 3.900 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.