Secondo Descalzi (ENI) il petrolio potrebbe uscire dall’attuale fascia di 80-100 dollari entro il primo trimestre del 2027
I prezzi del contratto Future sul Petrolio Greggio WTI (Light Crude Oil 08/26) hanno chiuso venerdì scorso la prima settimana in rialzo (+3.82% rispetto al venerdì precedente), interrompendo almeno temporaneamente la sequenza ribassista che proseguiva dai massimi relativi della prima settimana di giugno, raggiunti a 97.00. Da allora, il mercato ha perso circa il 30% in un mese.
Dobbiamo innanzitutto premettere che sui grafici a scansione settimanale non si sono ancora formate indicazioni di inversione rialzista. Rimane quindi dominante l’impostazione ribassista, potenzialmente orientata a ulteriori indebolimenti fino al supporto di medio periodo posto a 65.20. Con l’attuale volatilità media, tale livello sarebbe teoricamente raggiungibile fra la fine di settembre e la metà di ottobre.
La resistenza aggiornata di medio periodo si trova a 76.55. Consideriamo necessaria un’adeguata stabilizzazione sopra tale livello, confermata da almeno una chiusura weekly superiore, prima di poter introdurre scenari di recupero sostenibili su un orizzonte di più settimane.
I margini di recupero sarebbero peraltro ampi. Sul grafico storico è infatti presente un vuoto di quotazione fino a 84.88, formatosi il 12/06 scorso in occasione del passaggio all’attuale contratto con scadenza 08/26. Pur trattandosi di un riferimento influenzato dal cambio di contratto, quota 84.88 rappresenterebbe il principale obiettivo grafico in caso di superamento stabile di 76.55.
Due forze contrapposte condizioneranno con ogni probabilità il mercato petrolifero nel corso delle prossime due-quattro settimane almeno. Da un lato, la nuova escalation nello Stretto di Hormuz e il permanere di flussi inferiori ai livelli precedenti al conflitto potrebbero riaccendono i timori sull’offerta. Dall’altro lato, un ulteriore rialzo del greggio e dei prodotti raffinati (benzina, diesel, jet-fuel ecc…) alimenterebbe ulteriore inflazione e potrebbe frenare i consumi energetici, limitando nel tempo l’aumento dei prezzi.
Secondo l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, il tema centrale resta la sicurezza degli approvvigionamenti e una minore dipendenza dai passaggi marittimi più vulnerabili. Descalzi, citato da Reuters, ritiene che il mercato petrolifero globale potrebbe uscire dall’attuale fascia di 80-100 dollari al barile entro il primo trimestre del 2027, qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse proseguire.
Finora il rilascio di scorte ha contribuito a contenere i prezzi, ma questa soluzione non è sostenibile indefinitamente. Descalzi segnala che gli inventari petroliferi globali sono diminuiti a un ritmo medio di 3,8 milioni di barili al giorno dall’inizio del conflitto, con un’accelerazione a circa 4,6 milioni di barili al giorno nel solo mese di maggio.
Sui grafici di breve periodo, a scansione di 30 minuti, possiamo segnalare la formazione di due supporti validi per l’inizio della settimana entrante, in particolare per lunedì 13 e martedì 14, posti a 70.06/70.26 e 68.39/68.60.
I supporti mantengono attivo il tentativo di recupero in corso dai minimi del 02/07 e sostengono proiezioni fino alla resistenza/target di breve periodo posta a 74.25. Successivamente dovremo attendere nuove indicazioni per aggiornare i livelli di breve periodo, ma possiamo già segnalare che il riferimento immediatamente superiore è situato a 76.28, quindi in stretta prossimità della resistenza di medio periodo a 76.55.
Operativamente, per l’apertura di nuove posizioni long sarebbe preferibile approfittare di eventuali riavvicinamenti ai supporti di breve periodo durante i primi scambi di lunedì, evitando di intervenire con quotazioni eccessivamente distanti dai supporti stessi.
Il nuovo segnale tecnico long di breve periodo ora in vigore rimane valido solo con prezzi stabilmente superiori a 68.39. Sotto tale livello diventerebbe necessario aggiornare supporti e resistenze di breve periodo, per il rischio di ripristino della pressione ribassista dominante, attualmente soltanto sospesa.
Qualora lunedì il mercato si mantenesse costantemente lontano dai supporti e raggiungesse nel contempo la resistenza/target a 74.25, possiamo già anticipare che i supporti di breve periodo si alzerebbero a 72.20 e 69.85/69.95, sostenendo un successivo allungo fino a 76.28.
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Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.