Tradotto con IA
I prezzi del petrolio continuano a salire mercoledì dopo che gli USA hanno reintrodotto un blocco navale sulle navi iraniane. La mossa ha alimentato timori di riduzioni dei flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz. Brent si è consolidato sopra $85 mentre il WTI si è consolidato sopra $80. Entrambi i riferimenti hanno chiuso al livello più alto da metà giugno.
Le tensioni in Medio Oriente sono aumentate dopo che le forze statunitensi hanno effettuato un altro round di attacchi contro l’Iran. L’Iran aveva annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz. Ma il presidente Donald Trump ha dichiarato che la rotta sarà aperta a tutte le altre imbarcazioni, eccetto quelle iraniane. I prezzi del petrolio restano sostenuti dopo che due petroliere degli Emirati Arabi Uniti sono state attaccate. Questi attacchi hanno alimentato nuova incertezza sul recente accordo tra USA e Iran che dovrebbe fornire una soluzione duratura al conflitto.
Il momentum positivo dei prezzi del petrolio può aumentare i costi di trasporto e di produzione. Questo incremento potrebbe rallentare la crescita globale e attenuare la domanda futura di petrolio. Allo stesso tempo, gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe hanno costretto Mosca a ridurre le esportazioni di diesel. Questa situazione ha inciso sui prezzi del diesel e metterà ulteriore pressione sul mercato energetico globale.
Il grafico giornaliero del WTI mostra che il prezzo ha messo a segno un forte rimbalzo dall’area dei $66. Questo rimbalzo ha spinto il prezzo verso la resistenza chiave a $80 e indica potenziale ulteriore rialzo. Il recupero è stato favorito da condizioni di ipervenduto, come evidenziato dall’RSI, il che suggerisce che i prezzi potrebbero continuare a salire nel breve termine.
L’importanza dell’area dei $80 è evidente anche in un altro grafico. Il grafico sottostante mostra che il rimbalzo ha spinto i prezzi verso la resistenza chiave definita dalla trendline tratteggiata rossa. Una rottura confermata sopra $81 probabilmente spingerà i prezzi del petrolio più in alto verso l’area $90–$95.
È interessante notare che il WTI ha formato una candela inside day mercoledì. Questa struttura suggerisce una compressione dei prezzi sotto i $81. Ciò significa che se il prezzo rompe al di sopra del massimo del mercoledì, è probabile che il WTI venga spinto rapidamente verso i $90. In caso di breakout, l’area $80–$81 diventerà probabilmente supporto. Un fallimento nel superare $81 e una rottura sotto $70 spingerebbero probabilmente il WTI verso livelli inferiori.
Il grafico a 4 ore del WTI mostra una solida formazione di fondo sotto la trendline tratteggiata rossa. La resistenza immediata rimane a $87, come evidenziato dalla trendline discendente che parte dai massimi di aprile 2026.
Il grafico giornaliero del Brent mostra un’azione di prezzo simile, con un rimbalzo dall’area di supporto $72–$74. Il prezzo si sta ora consolidando tra le SMA a 50 e 200 giorni e deve spingersi verso l’area dei $90 nel breve termine.
Purché il supporto a $81 regga nel Brent, la prossima mossa sarà probabilmente verso $90. Una rottura sopra $90 potrebbe spingere il prezzo verso $120.
Il grafico settimanale del Brent mostra inoltre un forte supporto nella trendline discendente vicino a $68. Ma il prezzo si è già ripreso sopra le SMA a 50 e 200 settimane. Questa rottura suggerisce un rapido recupero verso la regione dei $100.
Le crescenti tensioni in tutto il Medio Oriente e i nuovi rischi di fornitura continuano a sostenere i prezzi del petrolio. Il WTI potrebbe proseguire il suo rally sulla scia di una rottura oltre le resistenze chiave a $81 e $87 per raggiungere la fascia $90–$95. Anche il Brent potrebbe salire verso $90 purché il supporto a $81 regga; una rottura sopra $90 potrebbe aprire la strada a $100 e potenzialmente a $120. Tuttavia, la mancata tenuta di questi livelli di supporto chiave potrebbe indebolire il sentiment rialzista. L’aumento dei costi energetici potrebbe inoltre alimentare l’inflazione e rallentare la domanda globale. I trader dovrebbero ora prestare attenzione allo Stretto di Hormuz, a eventuali nuovi attacchi nell’area e ai livelli tecnici chiave per possibili breakout.
Leggi anche: WTI punta a un breakout a $100 mentre le tensioni a Hormuz alimentano i rischi di offerta
Muhammad Umair è un MBA in Finanza e PhD in Ingegneria. Come analista finanziario esperto specializzato in valute e metalli preziosi, combina il suo background accademico multidisciplinare per offrire una prospettiva basata sui dati e contrarian. In qualità di fondatore di Gold Predictors, guida un team che fornisce analisi di mercato avanzate, ricerca quantitativa e strategie di trading raffinate sui metalli preziosi.