Nella terza sessione settimanale, l’Argento ritraccia e oscilla sotto i 59 $, alimentato dal clima di avversione al rischio a causa delle recenti tensioni in Iran.
Il prezzo dell’Argento continua a muoversi in un contesto di elevata volatilità, mantenendosi al di sotto del livello chiave dei 59 $ l’oncia nonostante il recente indebolimento del dollaro statunitense. Il metallo prezioso fatica, infatti, a trovare un impulso rialzista convincente, con gli investitori che preferiscono mantenere un atteggiamento prudente a causa dell’intensificarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e delle persistenti incertezze sulla futura politica monetaria della Federal Reserve.
Dopo aver tentato senza successo di superare l’area dei 59 $ nella seduta di martedì, l’Argento ha nuovamente incontrato prese di profitto, segnale che il mercato continua a valutare con cautela il quadro macroeconomico globale. Il calo del biglietto verde avrebbe normalmente favorito un apprezzamento del metallo prezioso, ma il clima di avversione al rischio e la risalita dei prezzi energetici stanno limitando l’interesse degli investitori verso gli asset privi di rendimento.
Uno dei principali fattori che ha influenzato il mercato è stata la pubblicazione dell’ultimo Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) negli Stati Uniti. I dati hanno mostrato un’inflazione più debole delle aspettative, alimentando inizialmente le vendite sul dollaro americano e rafforzando l’ipotesi che la Federal Reserve possa adottare un approccio meno aggressivo nei prossimi mesi.
La reazione positiva dei metalli preziosi è stata però di breve durata. Durante la sua testimonianza davanti al Congresso, il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha ribadito che la Banca Centrale USA continuerà a mantenere la massima attenzione sul controllo dell’inflazione. Pur riconoscendo il rallentamento registrato dall’Indice dei Prezzi al Consumo, Warsh ha sottolineato che la FED non intende abbassare la guardia qualora le pressioni inflazionistiche dovessero tornare ad accelerare.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 58,294 $, in ribasso dello 0,69% ed all’interno di una fase laterale tra i due livelli annuale dei 56,172 $ e dei 62,746 $, i quali rappresentano anche i principali target di breve termine; dal punto di vista della direzionalità solamente una chiusura oltre questi due livelli annuali permetterebbe ai tori e orsi di aumentare la loro pressione. Una chiusura sopra i 62,746 $ spingerebbe i rialzisti di poter raggiungere il livello chiave dei 65 $ e successivamente la resistenza dei 67,50 $.
Viceversa, una chiusura sotto i 56,172 $ permetterebbe all’Argento di formare nuovi minimi, con il supporto dei 52,50 $ a fungere da principale obiettivo SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.