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Il Nikkei 225 ha iniziato la giornata in pressione mercoledì a seguito del rinnovato clima di incertezza sul conflitto USA-Iran, della crescita dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice è sceso di oltre lo 0,50% mentre gli operatori restano cauti nonostante segnali contrastanti dai mercati regionali. Il Giappone dipende fortemente dalle importazioni di petrolio e ora una delle principali minacce è l’aumento del costo dell’energia.
Nel frattempo, la robusta crescita del credito bancario indica che alcuni settori dell’economia domestica tengono bene. Ciò crea un quadro misto per il Nikkei 225: il rischio geopolitico penalizza il sentiment, mentre il miglioramento della crescita del credito è un impulso per le banche e per la domanda interna.
L’aumento dei prezzi del petrolio è la principale preoccupazione per le azioni giapponesi. Il WTI scambia sopra i 100 USD al barile, mentre il Brent resta oltre i 105 USD al barile. L’incremento può incidere sulle importazioni giapponesi e mettere pressione sull’inflazione.
Questo è rilevante perché la spesa delle famiglie può diminuire con un’inflazione più alta. Ciò esercita pressioni sulla BoJ affinché adotti una politica più restrittiva. Un forte calo della spesa è già stato osservato a febbraio e marzo.
Si tratta di un fattore negativo per il Nikkei 225, poiché l’aumento dei costi può influire sugli utili aziendali, in particolare per i settori dei trasporti, della manifattura e dei beni di consumo.
Un altro fattore da considerare è il conflitto USA-Iran. I commenti del presidente Trump su una tregua «debole» hanno alimentato i timori di un ritorno al conflitto militare. Il prezzo del petrolio potrebbe salire ulteriormente se il conflitto dovesse riprendere, esercitando ulteriore pressione sui mercati asiatici.
Gli investitori potrebbero inoltre adottare un atteggiamento più prudente, soprattutto mentre l’S&P 500 e il Nasdaq arretrano dai massimi record. Il Nikkei 225 è strettamente legato al sentiment globale sul rischio e al settore tecnologico. Se il sentiment tech negli Stati Uniti è più debole, ciò può limitare qualsiasi rialzo del Nikkei 225 nel breve termine.
Ma il mercato trova supporto interno nella più solida erogazione del credito bancario. Il grafico sottostante mostra che il credito bancario in Giappone è salito al 5,4% nell’aprile 2026. Si è trattato della crescita più rapida dall’marzo 2021. Questo incremento è stato trainato dalle principali banche con un +8%, elemento positivo per il settore finanziario giapponese.
La forte crescita dei prestiti suggerisce che la domanda di credito rimane sostenuta e che le aziende sono disposte a indebitarsi nonostante la crisi energetica globale. Questo sostiene il Topix, che ha maggiore esposizione a titoli finanziari e value. Tuttavia il Nikkei 225 resta vulnerabile poiché presenta una forte esposizione agli esportatori e ai titoli tecnologici.
Dal punto di vista tecnico, il grafico giornaliero del Nikkei 225 mostra un trend rialzista solido all’interno di un canale ascendente. Una rottura al di sopra dei 60.000 punti ha aperto la strada al prossimo obiettivo verso i 65.000 punti nelle prossime sedute.
Fintanto che il livello di supporto a 60.000 punti regge, l’indice probabilmente si muoverà verso i 65.000 punti a breve. Si tratta di un trend solido.
L’impennata del Nikkei 225 si osserva anche sul grafico mensile, che mostra un forte momentum rialzista. Il forte rally e la candela rialzista di aprile 2026 hanno già dato luogo a una tendenza positiva. Questo trend indica i 65.000 punti come prossimo obiettivo immediato.
Finché il livello a 50.000 punti regge, il prezzo tenderà probabilmente ad avvicinarsi ai 65.000 punti nelle prossime sedute.
Gli investitori resteranno cauti nel breve termine a causa dei prezzi del petrolio più elevati, delle pressioni inflazionistiche e del rischio latente legato al conflitto USA-Iran. I rischi potrebbero anche aumentare la pressione sulla BoJ e frenare i guadagni dei titoli degli esportatori e del settore tecnologico. Tuttavia, la solidità dell’economia interna si riflette nell’erogazione dei prestiti bancari, il che suggerisce che il Giappone può contare su un supporto interno, in particolare nel settore finanziario. Sul piano tecnico, la rottura sopra i 60.000 punti suggerisce un movimento verso i 65.000 punti. Di conseguenza, consolidamenti al di sopra dei 60.000 punti forniranno supporto per raggiungere i 65.000 punti nel breve termine.
Muhammad Umair è un MBA in Finanza e PhD in Ingegneria. Come analista finanziario esperto specializzato in valute e metalli preziosi, combina il suo background accademico multidisciplinare per offrire una prospettiva basata sui dati e contrarian. In qualità di fondatore di Gold Predictors, guida un team che fornisce analisi di mercato avanzate, ricerca quantitativa e strategie di trading raffinate sui metalli preziosi.