Il Petrolio WTI ritorna sopra i 100 $ a causa dell'escalation delle tensioni in Medio Oriente, che sta rialimentando i timori sull'offerta di greggio.
Il prezzo del Petrolio WTI continua la sua fase rialzista e si riporta stabilmente sopra la soglia psicologica dei 100 $ al barile durante la sessione europea di martedì, sostenuto dal crescente deterioramento del quadro geopolitico in Medio Oriente e dai timori sempre più concreti di una crisi prolungata dell’offerta energetica globale.
Il mercato dell’Oro nero resta estremamente sensibile agli sviluppi legati allo Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo strategico attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano infatti a compromettere la fluidità delle esportazioni energetiche, alimentando volatilità e nuove pressioni rialziste sul Petrolio WTI.
Secondo un recente report, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe espresso forte frustrazione per il fallimento dei negoziati diplomatici finalizzati alla stabilizzazione della regione. Diverse fonti vicine all’amministrazione americana suggeriscono che Washington starebbe progressivamente abbandonando l’ipotesi di una soluzione negoziata, tornando invece a valutare opzioni militari più aggressive.
Questo cambio di tono rappresenta un elemento cruciale per il Petrolio WTI, poiché aumenta il rischio di una nuova escalation militare proprio nell’area più importante per il trasporto globale di greggio. Trump ha definito il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran estremamente fragile, confermando inoltre il rifiuto dell’ultima proposta di pace avanzata da Teheran.
Le dichiarazioni provenienti dall’Iran non hanno contribuito a rasserenare il clima. Il presidente del Parlamento iraniano ha dichiarato che le forze armate iraniane restano in stato di massima allerta e pronte a reagire a eventuali nuove operazioni militari occidentali. Teheran continua, inoltre, a chiedere la revoca del blocco navale statunitense e delle sanzioni economiche internazionali come condizioni preliminari per qualsiasi tregua stabile.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro nero quota 100,55 $, in rialzo settimanale del 5,38% ed in pieno tentativo di consolidare il rimbalzo dal livello annuale dei 96,72 $; dal punto di vista tecnico, una chiusura giornaliera sopra il livello psicologico dei 100 $ permetterebbe ai tori di mantenere la pressione, con le resistenze chiave dei 104 $ e dei 108 $ che rappresentano i due target LONG di riferimento.
Viceversa, un ritorno della pressione ribassista verrebbe visto a seguito di una chiusura al di sotto del livello annuale dei 96,72 $, con i livelli annuali dei 93,68 $ e dei 90,73 $ che fungeranno da principali target degli orsi.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.