Il metallo prezioso sale bruscamente e punta a raggiungere i 60 $, sfruttando la pausa delle ostilità tra Iran e Stati Uniti.
Il prezzo dell’Argento apre la settimana con una decisa accelerazione rialzista, registrando un rialzo superiore al 2% e avvicinandosi rapidamente al livello psicologico dei 60 $ l’oncia. Il forte recupero del metallo prezioso è sostenuto dal miglioramento del sentiment sui mercati internazionali, favorito dalle rinnovate speranze di una soluzione diplomatica al conflitto tra Stati Uniti e Iran. La temporanea riduzione delle tensioni geopolitiche ha infatti provocato un brusco calo dei prezzi del petrolio, contribuendo ad attenuare i timori di una nuova ondata inflazionistica e ridimensionando le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi di interesse da parte delle principali Banche Centrali.
Come anticipato, il principale catalizzatore del rialzo dell’Argento arriva dal Medio Oriente. Dopo settimane di escalation militare, gli investitori hanno accolto positivamente le notizie relative a un possibile riavvio del dialogo diplomatico tra Washington e Teheran. Secondo quanto riportato da alcune fonti giornalistiche, l’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha dichiarato che il presidente Donald Trump ha deciso di sospendere temporaneamente le operazioni militari contro l’Iran per lasciare maggiore spazio ai negoziati diplomatici. La decisione ha immediatamente alimentato le speranze di una graduale de-escalation del conflitto, favorendo un deciso miglioramento del clima di mercato.
L’effetto più evidente si è registrato sul comparto energetico, con il greggio che ha infatti perso oltre il 5%, tornando in area 84 $ al barile durante la sessione asiatica. La diminuzione dei prezzi del greggio ha ridotto le preoccupazioni legate a un possibile shock inflazionistico alimentato dall’energia, uno degli elementi che negli ultimi mesi aveva condizionato pesantemente le aspettative degli investitori.
Per l’Argento, questa situazione rappresenta un fattore particolarmente favorevole, poiché un rallentamento delle pressioni inflazionistiche riduce infatti la probabilità che le principali Banche Centrali siano costrette a mantenere politiche monetarie restrittive più a lungo del previsto.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 59,374 $, in rialzo del 2,01% ed in pieno tentativo di invertire la tendenza sfruttando anche il rimbalzo dal livello annuale dei 56,172 $, oltre ovviamente dal contesto macroeconomico; dal punto di vista tecnico, una chiusura sopra il livello psicologico dei 60 $ aprirebbe le porte ad un veloce raggiungimento da parte dell’Argento del livello annuale dei 62,746 $, unico grosso ostacolo prima che i tori spingano la commodity verso il livello chiave dei 65 $.
Viceversa, una chiusura negativa sotto i 58,50 $ potrebbe spingere gli orsi a tentare il ritest del livello annuale dei 56,182 $, il cui superamento permetterebbe un allungo ribassista con il supporto dei 52,50 $ a fungere da principale obiettivo SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.