L’Argento staziona in territorio negativo intorno ai 58 $ a causa dei dubbi legati alla sostenibilità della pace tra Stati Uniti e Iran.
Il prezzo dell’Argento continua a muoversi in territorio negativo durante la sessione europea di mercoledì, con le quotazioni che oscillano poco sopra la soglia dei 58 $ l’oncia. Il metallo prezioso registra una flessione di quasi l’1%, risentendo del clima di incertezza che circonda i negoziati tra Stati Uniti e Iran e delle persistenti aspettative di una Federal Reserve orientata a mantenere una politica monetaria restrittiva. In questo contesto, gli investitori preferiscono ridurre l’esposizione agli asset privi di rendimento, in attesa di nuovi catalizzatori macroeconomici.
Il principale elemento di pressione sul metallo prezioso arriva dall’evoluzione della crisi geopolitica in Medio Oriente. Martedì i colloqui tra Stati Uniti e Iran sono proseguiti a Doha, in Qatar, con l’obiettivo di trovare un’intesa sulla gestione dello Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici per il commercio energetico mondiale, attraverso il quale transita circa il 20% delle forniture globali di petrolio. Nonostante l’avvio dei negoziati, il clima resta tutt’altro che disteso. La delegazione statunitense ha infatti chiarito che non incontrerà direttamente i rappresentanti iraniani, preferendo dialogare esclusivamente con i mediatori internazionali presenti al tavolo negoziale. Questa scelta alimenta i dubbi sulla possibilità di raggiungere rapidamente un accordo stabile e definitivo, lasciando il mercato in una situazione di forte incertezza.
In questo contesto, ogni dato macroeconomico assume un’importanza particolare. Nella giornata odierna l’attenzione degli investitori sarà concentrata sulla pubblicazione del rapporto ADP sull’occupazione privata negli Stati Uniti e sull’indice ISM manifatturiero relativo al mese di giugno. Secondo le stime, il settore privato non agricolo americano dovrebbe aver creato circa 113.000 nuovi posti di lavoro, in lieve rallentamento rispetto ai 122.000 unità registrati nel mese precedente. Parallelamente, l’indice PMI manifatturiero ISM dovrebbe mantenersi stabile a quota 54, confermando una moderata espansione dell’attività industriale statunitense.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 58,045 $, in ribasso dello 0,92% ed in una fase di lateralità da cinque sedute consecutive; dal punto di vista tecnico una continuazione del trend ribassista verrebbe confermato a seguito di una decisa chiusura sotto il livello annuale dei 56,172 $, con gli orsi che da quel momento punteranno a capitalizzare e spingere l’Argento verso il livello psicologico dei 50 $, zona raggiunta l’ultima volta il 24 novembre 2025.
Al rialzo, un primo tentativo di inversione di tendenza potrebbe concretizzarsi a seguito di chiusura sopra il livello psicologico dei 60 $, con i tori che cercheranno di raggiungere il livello annuale dei 62,746 $, il primo importante target LONG.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.