L’Argento cerca di consolidarsi sopra il livello annuale, guadagnando terreno mentre gli investitori reagiscono all'indifferenza di Trump riguardo al recente calo del dollaro statunitense.
Il prezzo dell’Argento continua a confermarsi uno degli asset più forti del momento, mantenendosi stabilmente sopra il livello chiave dei 113 $ l’oncia e prolungando una sequenza positiva che dura ormai da cinque sedute consecutive. Il metallo prezioso si muove poco sotto i massimi storici registrati a fine gennaio e rimane ben supportato da un contesto macro e geopolitico che favorisce in modo evidente gli asset difensivi. La domanda di rifugio sicuro resta infatti il principale motore del movimento, in un mercato sempre più sensibile ai rischi politici, monetari e valutari.
Uno dei fattori chiave a sostegno dell’Argento è la persistente debolezza del dollaro statunitense. Le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Trump, che ha minimizzato l’importanza del calo del biglietto verde, sono state interpretate dai mercati come una tacita accettazione, se non un vero e proprio sostegno a un dollaro statunitense più debole. Questo orientamento rafforza le aspettative di maggiore competitività per le esportazioni statunitensi, ma allo stesso tempo aumenta l’attrattiva del metallo prezioso.
Il quadro politico a Washington continua inoltre a generare incertezza. Le tensioni legate alle politiche tariffarie, unite alle crescenti pressioni sull’indipendenza della Federal Reserve, alimentano la narrativa del cosiddetto “Sell America”. In questo contesto, molti investitori istituzionali stanno progressivamente riducendo l’esposizione agli asset statunitensi tradizionali, aumentando al contempo le allocazioni su strumenti considerati più resilienti, come l’Argento e l’oro. Il metallo prezioso, in particolare, si distingue per una combinazione unica di caratteristiche difensive e potenziale speculativo, che lo rendono particolarmente appetibile in fasi di transizione macroeconomica.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 113,737 $, in rialzo dell’1,63% ed in pieno lavoro di consolidamento della posizione sopra il livello annuale dei 111,887 $ che, se confermato, spingerebbe i tori a cercare di aumentare la loro pressione per raggiungere e superare il livello chiave dei 116 $, con il livello annuale dei 118,462 $ a rappresentare il prossimo importante target LONG.
Al ribasso, un ingresso degli orsi potrebbe essere considerato a seguito di una chiusura sotto il livello annuale dei 111,887 $, con il livello chiave dei 108 $ e il livello annuale dei 105,313 $ a fungere da principali obiettivi SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.