L’Argento ritorna ad oscillare in territorio negativo e scende sotto i 58 $, a causa del rialzo dei rendimenti obbligazionari statunitensi.
Il prezzo dell’Argento interrompe il tentativo di recupero registrato nelle prime ore di contrattazione e torna sotto pressione durante la sessione europea di giovedì. Dopo aver toccato un massimo intraday in area 58,65 $, il metallo prezioso ha invertito la rotta, riportandosi sotto i 58 $. Il movimento riflette il ritorno degli acquisti sul dollaro statunitense e il deciso rialzo dei rendimenti obbligazionari americani, due fattori che continuano a rappresentare un ostacolo per l’Argento, asset che non offre cedole o dividendi.
Il principale catalizzatore della debolezza dell’Argento è rappresentato dall’aumento dei rendimenti dei Treasury USA, con gli investitori che stanno infatti rivalutando lo scenario di politica monetaria della Federal Reserve, tornando a prezzare la possibilità che la Banca Centrale USA mantenga un orientamento restrittivo più a lungo del previsto o, nel caso di un ritorno delle pressioni inflazionistiche, possa persino valutare un ulteriore rialzo dei tassi. Si mette in evidenza che, quando i rendimenti obbligazionari aumentano, il costo opportunità di detenere asset privi di rendimento, come il metallo prezioso, cresce sensibilmente. Di conseguenza, una parte dei flussi finanziari tende a spostarsi verso i titoli di Stato, considerati più interessanti grazie ai maggiori ritorni offerti.
Nonostante la correzione odierna, il quadro macroeconomico resta tutt’altro che univoco. Da una parte il rafforzamento del dollaro USA e dei rendimenti pesa sull’Argento, dall’altra permane una componente di domanda difensiva alimentata dall’incertezza geopolitica e dalle prospettive economiche globali. Questo equilibrio tra fattori rialzisti e ribassisti potrebbe mantenere elevata la volatilità nelle prossime sedute.
Anche le prossime comunicazioni della Federal Reserve avranno un ruolo determinante, dove qualsiasi indicazione che lasci intendere un rinvio dell’allentamento monetario o una maggiore prudenza nella gestione dell’inflazione potrebbe continuare a sostenere il dollaro USA e mantenere sotto pressione il metallo prezioso.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 57,639 $, in ribasso dello 0,72% ed ancora all’interno di una fase laterale che dura da fine giugno; dal punto di vista tecnico, una vera continuazione del trend SHORT verrebbe confermato solo a seguito di chiusura sotto il livello chiave dei 56 $, con gli orsi che spingeranno l’Argento verso il principale obiettivo SHORT rappresentato dal livello chiave dei 54 $.
Al rialzo, invece, i tori per riprendersi la scena dovranno cercare di chiudere sopra il livello chiave dei 58 $, con il livello psicologico dei 60 $ che funge da primo obiettivo LONG, con il livello annuale dei 62,746 $ a rappresentare il successivo obiettivo rialzista.
Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico. È inoltre possibile seguire la nostra pagina Facebook per rimanere aggiornati sulle ultime notizie economiche e analisi tecniche.
Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.