Il cambio euro dollaro si allontana dai massimi di sessione e si riporta sotto 1,1700, influenzato dalle preoccupazioni sull'indipendenza della FED che stanno minando la fiducia nel dollaro statunitense.
Il prezzo dell’euro dollaro arretra leggermente dai massimi giornalieri in area 1,1695 e torna a scambiare intorno a 1,1680, mantenendo comunque gran parte dei guadagni giornalieri. Il fiber mostra quindi un rallentamento fisiologico dopo il recupero delle ultime sedute, senza però fornire segnali di inversione chiari. I dati positivi sul sentiment dell’Eurozona non sono riusciti a rafforzare ulteriormente la valuta unica, mentre il principale fattore di supporto resta la debolezza strutturale del dollaro statunitense.
L’indice Sentix sulla fiducia economica dell’Eurozona ha registrato un netto miglioramento a gennaio, segnando la performance migliore degli ultimi sei mesi. Questo dato conferma un clima di maggiore ottimismo tra gli investitori europei, ma il suo impatto sull’euro dollaro è stato contenuto. Il mercato continua infatti a valutare che, nonostante segnali incoraggianti sul fronte del sentiment, la crescita dell’Eurozona resti fragile e fortemente dipendente dal contesto globale e dalle condizioni finanziarie internazionali.
Il vero driver del movimento del fiber resta quindi il dollaro statunitense. Il dollaro USA è sotto pressione a causa delle crescenti tensioni politiche interne legate alla Federal Reserve. Secondo quanto riportato dal New York Times, il presidente della FED Powell sarebbe oggetto di un’indagine penale relativa alla sua testimonianza davanti al Senato sui lavori di ristrutturazione di un edificio della Banca Centrale USA. Powell ha risposto pubblicamente, definendo l’inchiesta senza precedenti e interpretandola come parte di una serie di pressioni politiche volte a condizionare le decisioni sui tassi di interesse.
A complicare il quadro si aggiungono le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. In Iran, la repressione delle proteste interne avrebbe causato centinaia di vittime, mentre cresce la minaccia di un possibile intervento statunitense.
Al momento della scrittura, il prezzo del fiber quota 1,1680, in rialzo dello 0,38%, e si appresta ad avviare un possibile tentativo di pullback volto al recupero del livello annuale a 1,1692. Un consolidamento stabile al di sopra di tale soglia fornirebbe ai tori lo slancio necessario per puntare nuovamente verso il livello psicologico 1,1800.
Al contrario, la prosecuzione dell’attuale fase correttiva ribassista troverebbe conferma in caso di pullback fallito e di chiusura negativa sotto 1,1660. In questo scenario, gli orsi potrebbero spingere il cambio dapprima verso il livello chiave 1,1600 e, successivamente, verso il livello annuale 1,1507.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.