Il Petrolio WTI attira acquirenti, capitalizzando il rialzo iniziato durante la tarda sessione asiatica e raggiungendo il picco raggiunto nella sessione precedente.
Il prezzo del Petrolio WTI torna a rafforzarsi e si riporta stabilmente sopra la soglia dei 75 $ al barile, recuperando le lievi perdite registrate durante la sessione asiatica. La materia prima energetica si avvicina così ai massimi toccati di recente, livelli che non si vedevano da diversi mesi, in un contesto dominato dall’escalation militare in Medio Oriente e dalle crescenti preoccupazioni per la sicurezza dell’approvvigionamento globale.
La dinamica dei prezzi è strettamente legata agli sviluppi geopolitici. L’attacco coordinato di Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani ha innescato una risposta militare da parte di Teheran, con lanci di missili verso basi statunitensi e aree strategiche nella regione. Le dichiarazioni dell’amministrazione americana, che non esclude ulteriori operazioni, hanno aumentato il rischio di un conflitto prolungato in una delle aree più sensibili per la produzione e il transito dell’Oro nero.
Il punto più critico resta la situazione nello Stretto di Hormuz. L’annuncio da parte delle Guardie Rivoluzionarie iraniane dell’interruzione delle spedizioni attraverso questo snodo marittimo ha immediatamente acceso i riflettori sul rischio di shock all’offerta. Attraverso Hormuz transita oltre il 20% dell’Oro nero mondiale: qualsiasi blocco, anche parziale o temporaneo, può generare un premio di rischio significativo sui prezzi. È proprio questo premio geopolitico che sta sostenendo il Petrolio WTI in area 75 $.
Tuttavia, il quadro non è unidirezionale. Sul fronte dell’offerta, l’OPEC ha confermato un aumento della produzione, stimato in circa 206.000 barili al giorno. Questa decisione rappresenta un elemento di compensazione che limita, almeno in parte, l’impatto rialzista delle tensioni in Medio Oriente. Se l’aumento dell’output dovesse essere implementato in modo rapido ed efficace, potrebbe contribuire a ridurre le pressioni sui prezzi nel medio termine.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro nero quota 75,35 $, in rialzo settimanale del 12,43% ed in pieno tentativo di break-out LONG del livello annuale dei 75,26 $ che, se confermato, permetterebbe ai tori di spingere ulteriormente il Petrolio WTI al rialzo e puntare in maniera decisa verso il successivo livello annuale dei 77,84 $.
Viceversa, una falsa rottura del livello annuale dei 75,26 $ e una conseguente chiusura giornaliera negativa sotto i 75 $ potrebbe comportare ad un aumento della pressione degli orsi, i quali spingeranno probabilmente l’Oro nero prima verso il livello annuale dei 73,22 $ e successivamente verso il livello annuale dei 70,93 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.