Il cambio euro dollaro rimane stabile sopra 1,1900, sfruttando i dati deboli sui consumi statunitensi che hanno fornito ulteriore supporto alla coppia di valute.
Il prezzo dell’euro dollaro continua a mantenere un’impostazione costruttiva, pur senza riuscire a uscire con decisione dalla fascia di oscillazione che domina ormai da diverse sedute. Il fiber ha recuperato terreno rispetto ai minimi della scorsa settimana, ma ogni tentativo di estensione trova ancora una certa prudenza da parte degli operatori, consapevoli che il vero catalizzatore di breve periodo arriverà dal mercato del lavoro statunitense.
La dinamica recente riflette soprattutto la difficoltà del biglietto verde nel trovare nuove motivazioni di apprezzarsi. Le ultime statistiche pubblicate negli Stati Uniti hanno infatti alimentato dubbi sulla solidità del ciclo economico, riportando al centro del dibattito la possibilità che la Federal Reserve possa avere più spazio per ridurre il tasso di interesse nei prossimi trimestri. Non si tratta di una svolta ufficiale, ma la direzione delle sorprese macro tende a inclinarsi verso numeri meno brillanti rispetto alle attese, e questo basta per raffreddare l’entusiasmo sui rendimenti americani.
Un esempio arriva dai consumi. Le vendite al dettaglio statunitensi hanno mostrato un andamento più debole del previsto, suggerendo che la componente principale della crescita statunitense potrebbe offrire un contributo meno vigoroso. Quando il mercato percepisce un rallentamento della domanda interna, la prima reazione è interrogarsi su quanto a lungo la Banca Centrale potrà mantenere un atteggiamento restrittivo. Di conseguenza, il dollaro perde parte del suo appeal relativo e spingere al rialzo il fiber.
Ora vige una fase di cautela, con gli operatori che attendono il rapporto sulle buste paga non agricole che rappresenta uno degli appuntamenti più osservati in assoluto, perché ha la capacità di modificare rapidamente le aspettative sui tassi. Un numero superiore alle previsioni potrebbe riaccendere temporaneamente la domanda di dollari USA; al contrario, un dato deludente consoliderebbe la narrativa di un’economia in graduale raffreddamento.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1916, in rialzo dello 0,18% e per il terzo giorno consecutivo in pieno tentativo di break-out LONG del livello annuale 1,1918. Logico pensare che un deciso consolidamento sopra di esso permetterebbe ai tori di spingere fortemente l’euro dollaro al rialzo per raggiungere prima il livello psicologico 1,2000 e successivamente l’area di resistenza (nonché zona dei massimi annuali) 1,2050.
Al ribasso, una ripresa della correzione SHORT verrebbe confermata probabilmente da una chiusura sotto 1,1890, con il cambio che potrebbe ritestare il livello chiave 1,1800, nonché area di SWING LONG, e successivamente, se superato il primo obiettivo, il livello annuale 1,1692.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.