Gli Indici di Wall Street proseguono la fase di consolidamento dopo la volatilità delle ultime settimane, con gli investitori che continuano a valutare il mix tra risultati societari, prospettive della Federal Reserve e dati macroeconomici.
Il Nasdaq continua a rappresentare l’indice più osservato dagli operatori, soprattutto per la forte esposizione al comparto tecnologico. Dal punto di vista tecnico, l’indice tech sta testando una zona particolarmente importante, dove convergono la trendline ribassista che guida il movimento correttivo dai massimi di fine giugno e il livello chiave dei 28.100 punti. Questa confluenza tecnica ha respinto diversi tentativi di recupero nelle ultime sedute, rendendola una resistenza decisiva nel breve periodo.
Un elemento incoraggiante arriva tuttavia dagli indicatori di momentum. L’RSI continua infatti a mostrare una divergenza rialzista, costruendo minimi crescenti mentre il prezzo ha registrato nuovi minimi a fine luglio. Storicamente questa configurazione segnala un progressivo indebolimento della pressione ribassista e può anticipare un’inversione del trend, purché venga confermata dalla rottura delle principali resistenze. Difatti, se il Nasdaq riuscirà a consolidarsi sopra sia la trendline discendente e sia sopra il livello chiave dei 28.100 punti, il primo obiettivo diventerebbe il livello annuale dei 28.457,12 punti e a seguire il livello chiave dei 29.000 punti. Al contrario, un nuovo rifiuto sulla resistenza invaliderebbe almeno temporaneamente il segnale positivo fornito dall’RSI, e in questo scenario aumenterebbero le probabilità di un ritorno verso il livello annuale dei 27.435,29 punti.
Il Dow Jones continua a mostrare una struttura tecnica più solida rispetto agli altri principali Indici di Wall Street, sostenuto dalla buona performance dei titoli blue chip. Dal punto di vista grafico, il Dow Jones sta cercando di consolidarsi sopra il livello annuale dei 51.783,78 punti, e anche la conferma di un breakout sopra il livello chiave dei 52.000 punti rappresenterebbe un segnale positivo, con primo obiettivo collocato intorno alla resistenza dei 52.800 punti.
Al contrario, una chiusura sotto il livello annuale dei 51.783,78 punti potrebbe favorire un ritorno degli orsi, i quali punteranno a raggiungere il supporto dei 51.200 punti, dove potrebbero tornare gli acquisti.
Anche l’S&P 500 mantiene un’impostazione tecnica favorevole, pur trovandosi ancora all’interno di una fase di consolidamento dopo il recente recupero, tentando di stabilizzarsi sopra il livello annuale dei 7.443,90 punti, livello che rappresenta il primo vero ostacolo per la prosecuzione del movimento rialzista. Difatti, un consolidamento oltre questo livello aprirebbe spazio per un primo movimento LONG, con target il livello chiave dei 7.500 punti, dove potrebbero emergere piccole prese di profitto.
Sul fronte opposto, una chiusura negativa sotto il livello chiave dei 7.400 punti porterebbe ad una ripresa del movimento ribassista, con il livello chiave dei 7.300 punti a rappresentare il principale obiettivo SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.