Il cambio euro dollaro fatica a riprendere slancio e si mantiene stabile sopra 1,1500, con gli investitori che adottano un atteggiamento prudente a fronte di un nuovo rialzo dei prezzi del petrolio.
Il prezzo dell’euro dollaro si muove in una fase di consolidamento durante la sessione di martedì, oscillando intorno a quota 1,1530 dopo aver recuperato dai minimi intraday in area 1,1466. Il movimento riflette un mercato in equilibrio precario, dove gli investitori si trovano a gestire forze contrastanti: da un lato l’incertezza geopolitica crescente, dall’altro l’attesa per le decisioni delle principali Banche Centrali.
Il contesto globale resta fortemente condizionato dall’escalation del conflitto in Medio Oriente. La situazione tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a deteriorarsi, con attacchi alle infrastrutture e tensioni crescenti nello Stretto di Hormuz, un passaggio strategico per il commercio globale di energia. Le restrizioni al traffico marittimo e il rischio di interruzioni delle forniture petrolifere stanno alimentando una pressione rialzista sui prezzi del greggio, con effetti diretti sulle aspettative inflazionistiche. Questo scenario ha un impatto significativo sul fiber. L’aumento dei prezzi dell’energia tende infatti a rafforzare il dollaro statunitense, considerato una valuta rifugio in fasi di incertezza, e allo stesso tempo riduce la capacità dell’EURO di recuperare terreno nel breve periodo. Il risultato è un mercato laterale, con movimenti contenuti ma caratterizzati da una volatilità latente.
Sul fronte macroeconomico europeo, emergono segnali di debolezza che pesano ulteriormente sull’euro dollaro. L’indice ZEW tedesco sul sentiment economico ha registrato un crollo significativo, passando da valori fortemente positivi a un livello leggermente negativo. Anche l’indicatore relativo all’Eurozona ha mostrato un deterioramento marcato, segnalando un peggioramento delle aspettative economiche.
Negli Stati Uniti, i dati sul mercato del lavoro mostrano un rallentamento moderato ma non sufficiente a modificare radicalmente le aspettative sulla Federal Reserve. Il report ADP evidenzia una crescita contenuta dell’occupazione nel settore privato, ma il dato non sembra al momento influenzare in modo significativo il sentiment di mercato.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1531, in rialzo dello 0,22%, e si trova in pieno tentativo di consolidamento sopra il livello annuale 1,1507. Una conferma del consolidamento al di sopra di tale livello fornirebbe ulteriore forza ai compratori, aprendo la strada a un’estensione rialzista verso il livello chiave 1,1600 e, successivamente, verso il livello annuale 1,1692.
Al contrario, una chiusura negativa al di sotto di 1,1450 rafforzerebbe la pressione ribassista, con i venditori pronti a puntare con decisione verso il livello chiave 1,1400, principale supporto intermedio. Una rottura di tale livello rappresenterebbe il preludio a un possibile affondo verso il livello annuale 1,1253, configurandosi come obiettivo SHORT di breve/medio periodo.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.