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Il cambio euro dollaro cerca di mantenersi stabile sopra 1,1600, con i mercati che stanno adottando un atteggiamento attendista in vista dei dati sull’inflazione USA e dei tassi di interesse della BCE.
Il prezzo dell’euro dollaro si mantiene sostanzialmente stabile nelle prime ore della sessione europea di martedì, oscillando intorno a 1,1615, con gli investitori che sembrano poco propensi ad assumere posizioni direzionali significative prima di una serie di appuntamenti macroeconomici che potrebbero modificare le aspettative sui tassi di interesse su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Da una parte, l’attenzione è rivolta ai prossimi dati sull’inflazione statunitense, che saranno determinanti per valutare le possibilità di un nuovo intervento restrittivo della Federal Reserve. Dall’altra, giovedì arriverà la decisione della Banca Centrale Europea, con il mercato orientato verso un nuovo rialzo dei tassi.
Negli Stati Uniti, il recente rapporto sul mercato del lavoro ha rafforzato la posizione di chi ritiene che la FED possa permettersi di mantenere una politica monetaria restrittiva. Ad agosto l’economia americana ha creato 162.000 nuovi posti di lavoro, nettamente superiori ai 56.000 attesi, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,1%. Dopo questi numeri, gli operatori attribuiscono una probabilità di circa il 60% a un rialzo dei tassi della FED nel corso di settembre. Si tratta di un elemento potenzialmente favorevole al dollaro e, di conseguenza, capace di limitare eventuali tentativi di apprezzamento del fiber.
Il mercato, tuttavia, necessita ancora di una conferma proveniente dall’inflazione. I prossimi dati sull’Indice dei Prezzi alla Produzione (IPP) e sull’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) saranno quindi particolarmente importanti. Le pressioni provenienti dal mercato energetico potrebbero favorire una nuova accelerazione dei prezzi, soprattutto considerando il forte rialzo del petrolio osservato nelle ultime sedute.
Un’inflazione americana superiore alle attese potrebbe rafforzare ulteriormente le aspettative di una stretta monetaria della FED, sostenendo rendimenti e biglietto verde. Numeri più moderati potrebbero invece ridimensionare le probabilità di un aumento dei tassi e offrire maggiore spazio al recupero del fiber.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1613, in ribasso dello 0,18% mail posizionamento al di sopra del livello chiave 1,1600 lascia ben sperare per una ripresa del trend LONG; i tori però attendono i dati statunitensi prima di decidere se aumentare le loro posizioni, che porterebbe il cambio ritestare prima la resistenza 1,1650 e successivamente il livello annuale 1,1692.
Al ribasso, un ritorno della pressione degli orsi verrebbe confermata probabilmente a seguito di decisa chiusura sotto il livello chiave 1,1600, con l’euro dollaro che potrebbe raggiungere prima il supporto intermedio 1,1550 e successivamente il livello annuale 1,1507.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.