Il cambio euro dollaro si mantiene sotto 1,17, in attesa di notizie positive dal Medio Oriente in grado di innescare una nuova ripresa.
Il cambio euro dollaro rimane prevedibilmente piatto dopo la tregua tra USA e Iran. L’indebolimento del biglietto verde, favorito dal raffreddamento dell’avversione al rischio e dal conseguente arretramento del suo indice, ha consentito all’euro di recuperare terreno quanto basta per allontanarsi dagli ultimi minimi particolarmente delicati.
Il target a 1,17 resta, come già evidenziato, una resistenza ambiziosa e tutt’altro che semplice da superare. In caso di un’ulteriore ripresa, i livelli intermedi di 1,1720 e 1,1750 potrebbero comunque frenare l’estensione del movimento, limitando la capacità del cambio di consolidare un trend rialzista più strutturato.
A tal proposito, evidenziamo però che, al di là del temporaneo raffreddamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, non emergono al momento ulteriori stimoli in grado di sostenere un rialzo dell’euro.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1688 e l’indice del dollaro USA si mantiene a 98,928$.
Come sopra accennato, il quadro macro rimane privo di catalizzatori significativi per l’Eurozona, lasciando il cambio esposto a un contesto in cui la forza o la debolezza del dollaro continua a rappresentare il principale motore direzionale.
Sul fronte tecnico, rimane poco plausibile un ritorno stabile sopra quota 1,17 in assenza di nuovi stimoli significativi. Un eventuale catalizzatore potrebbe arrivare soltanto da indiscrezioni o sviluppi concreti che possano traghettare questa breve tregua verso un accordo di pace stabile e duraturo.
In uno scenario del genere, il dollaro USA potrebbe subire un nuovo indebolimento, favorendo una rottura della resistenza e un’estensione del movimento verso le aree di 1,1720 e 1,1750. Un ritorno sopra 1,18 appare invece ancora prematuro, anche nell’ipotesi più favorevole attualmente immaginabile.
Il calendario economico di oggi vede protagonista il tasso d’inflazione aggiornato negli Stati Uniti, a cui farà seguito l’aggiornamento sugli ordinativi industriali, sempre negli USA.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.