Nell’ultima sessione settimanale il cambio euro dollaro oscilla in territorio negativo sotto 1,1650, influenzato dall’incertezza sull’accordo di cessate il fuoco tra USA e Iran.
Il prezzo dell’euro dollaro continua a muoversi in una fase di consolidamento, mantenendosi in prossimità della soglia di 1,1650 mentre gli investitori attendono nuovi catalizzatori macroeconomici. Il fiber si trova infatti in una posizione di equilibrio tra le aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della Banca Centrale Europea e l’incertezza geopolitica legata ai negoziati tra Stati Uniti e Iran.
La volatilità rimane contenuta, ma il mercato continua a monitorare con estrema attenzione ogni aggiornamento proveniente dal Medio Oriente. Nelle ultime ore la Casa Bianca ha confermato che Washington e Teheran hanno raggiunto un memorandum d’intesa preliminare finalizzato a estendere il cessate il fuoco per altri 60 giorni, consentendo alle parti di proseguire i negoziati diplomatici.
Nonostante questo sviluppo abbia migliorato temporaneamente il sentiment degli investitori, l’accordo non è ancora definitivo. Il presidente Donald Trump non ha infatti concesso la propria approvazione finale e diverse questioni fondamentali rimangono irrisolte. Anche il vicepresidente statunitense JD Vance ha confermato che esistono ancora importanti divergenze che potrebbero rallentare o addirittura compromettere il processo negoziale.
Questo scenario mantiene elevato il livello di cautela sui mercati finanziari. Un eventuale deterioramento dei rapporti tra Stati Uniti e Iran potrebbe alimentare nuovi flussi verso il dollaro statunitense, storicamente considerato una valuta rifugio nei momenti di tensione geopolitica. Al contrario, ulteriori progressi diplomatici potrebbero favorire una maggiore propensione al rischio e sostenere il fiber nel breve termine. Parallelamente, l’attenzione degli operatori si concentra sempre più sulla politica monetaria europea. Le recenti dichiarazioni dei membri della BCE hanno contribuito a rafforzare le aspettative di nuovi rialzi dei tassi di interesse nei prossimi mesi.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1642, in ribasso dello 0,06% ma in piena ripresa dopo la sessione asiatica; dal punto di vista tecnico, una chiusura sopra 1,1650 permetterebbe ai tori di spingersi verso il primo target rappresentato dal livello annuale 1,1692, il cui superamento permetterebbe di spingersi ulteriormente al rialzo con il livello psicologico 1,1800 a fungere da principale obiettivo LONG.
Al ribasso, una rinnovata pressione SHORT verrebbe vista solo a seguito di chiusura sotto il livello chiave 1,1600, con il livello annuale 1,1507 a rappresentare il principale obiettivo SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.