Il cambio euro dollaro resta sorprendentemente stabile, nonostante il rapido deterioramento del quadro geopolitico che solo pochi giorni fa Trump descriveva come vicino a una soluzione. Ora però il Presidente USA deve confrontarsi con un tavolo negoziale da cui Teheran si tiene lontana.
Il cambio euro dollaro continua a mantenersi nel complesso piuttosto stabile, nonostante un quadro geopolitico ancora incerto e la possibilità di nuove escalation in Medio Oriente.
Teheran ha infatti rifiutato il secondo round di colloqui e Trump ha esteso la tregua, in attesa di una controproposta. Non sono mancate però minacce di nuovi attacchi se non si dovesse giungere a un accordo di pace soddisfacente per la Casa Bianca.
In questo contesto, il mercato scommette ancora su una cessazione delle ostilità in tempi brevi e il cambio euro dollaro rimane sopra quota 1,1750. In assenza di nuovi stimoli rialzisti, il cross potrebbe mantenersi in fascia laterale tra 1,1720 e 1,1780 per la giornata odierna.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1.1751 e l’indice del dollaro USA rimane piuttosto stabile a 98,3 punti.
Il cambio euro dollaro potrebbe stabilizzarsi proprio a partire dal livello attuale di 1,1750, posto all’interno di una fascia laterale più ampia compresa tra 1,1720 e 1,1780.
Un ritorno deciso sopra 1,18 rimarrebbe invece subordinato all’arrivo di nuove notizie favorevoli sul fronte dei negoziati di pace, unico catalizzatore in grado di riattivare un impulso rialzista credibile; al contrario, se la fiducia dovesse incrinarsi alla luce degli sviluppi più recenti, non sorprenderebbe un nuovo arretramento del cross.
A compromettere in modo significativo gli equilibri di brevissimo termine sarebbe soprattutto l’eventualità di un nuovo attacco statunitense, dinamica che potrebbe far precipitare il prezzo del petrolio e convogliare nuovamente flussi importanti verso il dollaro USA, con effetti immediati sulla struttura tecnica del cambio euro dollaro.
Il calendario economico di oggi parte con l’aggiornamento sul debito pubblico a livello dell’Eurozona in percentuale rispetto al PIL, e prosegue con il clima di fiducia dei consumatori sempre nell’Eurozona e con un discorso della Presidente della BCE, Christine Lagarde.
Mancano invece dati macro USA in grado di influire in maniera determinante sugli equilibri giornalieri del cambio euro dollaro.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.