Il cambio euro dollaro continua ad attrarre venditori per la terza sessione consecutiva, in un contesto di forte apprezzamento del dollaro statunitense.
Il prezzo dell’euro dollaro continua a mostrare una struttura tecnica debole e si mantiene in prossimità dei minimi degli ultimi dodici mesi, oscillando poco sotto quota 1,1350. Il fiber registra così la terza seduta consecutiva in territorio negativo e la quinta nelle ultime sei giornate di contrattazione, confermando una fase particolarmente favorevole al dollaro statunitense.
La principale forza che sta guidando il fiber è rappresentata dalle crescenti aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve. Gli investitori stanno infatti aumentando le probabilità di ulteriori rialzi dei tassi negli Stati Uniti nel tentativo di contrastare un’inflazione che continua a rimanere superiore agli obiettivi della Banca Centrale americana. Le ultime indicazioni provenienti dai membri del FOMC hanno contribuito a rafforzare questa convinzione. I mercati monetari stanno progressivamente incorporando uno scenario caratterizzato da tassi elevati per un periodo più lungo rispetto a quanto previsto soltanto poche settimane fa. Questo contesto continua a sostenere i rendimenti obbligazionari statunitensi e favorisce nuovi flussi di capitale verso il dollaro USA, influenzando negativamente di conseguenza l’euro dollaro.
A rafforzare ulteriormente il biglietto verde contribuisce anche il clima di incertezza geopolitica che continua a caratterizzare i rapporti tra Stati Uniti e Iran. Le dichiarazioni contrastanti sul programma nucleare iraniano e sulle future trattative diplomatiche mantengono elevata la domanda di attività considerate rifugio, tra cui il dollaro statunitense.
Sul fronte europeo emergono tuttavia alcuni segnali incoraggianti. I dati pubblicati dall’Istituto IFO hanno evidenziato un miglioramento della fiducia delle imprese tedesche nel mese di giugno. L’indice sul clima economico è salito a 85,6 punti, confermando una graduale ripresa del sentiment nella maggiore economia dell’Eurozona. Nonostante ciò, l’impatto sul fiber è stato limitato, con gli investitori che continuano infatti a privilegiare il biglietto verde rispetto alla moneta unica europea, soprattutto alla luce del differenziale di rendimento sempre più favorevole agli Stati Uniti.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1348, in ribasso dello 0,29% ed in pieno momentum ribassista dopo il break-out del livello chiave 1,10400, ultimo grosso ostacolo prima di poter vedere gli orsi spingere il cambio verso i due prossimo obiettivi SHORT, il livello chiave 1,1300 e il livello annuale 1,1253.
Un ritorno della pressione rialzista verrebbe a questo punto vista solo a seguito di deciso pullback sopra 1,1400, con i tori che potrebbero iniziare a rimettere pressione all’euro dollaro affinché raggiunga almeno il livello annuale 1,1507.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.