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AUD/USD si piega, non si spezza. Il grafico dell’inflazione australiana mostra il CPI salire al 4,6% ad aprile, dal 3,7%, sotto la previsione del 4,8% ma comunque ben al di sopra della zona di comfort della RBA. Questa è la storia in una frase. Più debole del previsto. Comunque troppo elevato.
Il settore abitativo, i trasporti, il cibo e i servizi per la casa restano i punti di pressione. I trasporti sono l’elemento che i trader dovrebbero monitorare con attenzione perché la guerra in Iran e i prezzi più alti del petrolio si riversano direttamente nei costi del carburante. Questo mantiene la RBA in una posizione difficile: non deve necessariamente farsi prendere dal panico, ma non può nemmeno mostrarsi rilassata.
Definirei questo uno scenario macro leggermente rialzista per l’Aussie. Il mancato raggiungimento delle previsioni sul CPI riduce il rischio di un rialzo eccessivo, ma l’inflazione persistente mantiene il supporto dei tassi sotto AUD/USD. Non perfetto. Abbastanza buono.
Grafico del tasso d’inflazione australiano: CPI effettivo 4,6% vs previsione 4,8% ad aprile 2026
Fonte: TradingView
Il dollaro è il fattore di disturbo. Reuters ha riportato che il biglietto verde ha registrato acquisti come bene rifugio in vista della decisione della Fed di oggi, con i trader concentrati sul linguaggio di Powell sull’inflazione e sull’impatto economico della guerra in Iran. Il petrolio sopra l’area 100–110 USD mantiene viva la narrazione sulla stagflazione, e questo può sostenere il dollaro in rapidi picchi.
Ma ora entra in gioco un altro fattore: l’appetito per il rischio nel settore tech. Microsoft, Amazon, Meta e altri grandi nomi tecnologici Usa riportano dopo la chiusura di mercato, e AUD/USD si sta comportando più come un proxy globale ad alta beta per il rischio che come un semplice trade basato sul differenziale dei tassi. Una guidance forte sugli investimenti in AI o una crescita cloud solida potrebbero sostenere il sentiment di rischio e mantenere la domanda sull’Aussie. Una guidance debole farebbe l’opposto.
Per ora gli acquirenti mantengono il vantaggio. Ma devono superare 0,7185 per dimostrare che è iniziata la prossima gamba rialzista.
Il Renko usa una dimensione del mattone di 0,001, e il messaggio resta costruttivo. Il prezzo si sta consolidando vicino a 0,7150 dopo il ritracciamento dal recente massimo a 0,7221, ma la struttura non è stata rotta.
Il Supertrend di breve periodo è diventato irregolare, con la resistenza raggruppata intorno a 0,7160–0,7183, mentre il supporto si trova vicino a 0,7143 e 0,7114. Questo è il campo di battaglia attuale. Il segnale più importante è la 500-SMA. AUD/USD rimane ben al di sopra di essa, il che mantiene la tendenza Renko più ampia inclinata verso l’alto.
Il momentum si è raffreddato. Questo non è ribassista. L’RSI è sotto 50 ma vicino a quel livello, mentre la Z-Score SMA si è riportata verso 0,58, suggerendo che il precedente rally non è più surriscaldato. Il mercato ha preso fiato. Ora serve un trigger.
Grafico del tasso d’inflazione australiano: CPI effettivo 4,6% vs previsione 4,8% ad aprile 2026
Fonte: TradingView
Direzione Attuale della Tendenza: Rialzista
Bias: Positivo
Livelli Chiave di Supporto: 0,6833, 0,7014
Livelli Chiave di Resistenza: 0,7275, 0,74075
Percorso a Medio Termine: AUD/USD sembra ancora posizionato per salire gradualmente verso 0,7221 e poi 0,7300, a condizione che gli acquirenti difendano 0,7114 e che la struttura Renko resti al di sopra della 500-SMA. Un chiaro superamento di 0,7185 probabilmente innescherebbe la prossima spinta al rialzo. Se Powell dovesse usare un tono più hawkish e il dollaro registrasse acquisti più intensi, la coppia potrebbe ritestare 0,7114, ma il bias rialzista rimarrebbe intatto fintanto che quel livello regge.
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