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L’indice ha comunque chiuso in calo, per la settima seduta consecutiva. È la serie di perdite più lunga da metà 2022, e il grafico non sembra quello di un mercato che ha improvvisamente ritrovato fiducia. Sembra stanco. La distribuzione rimane il quadro più chiaro.
Il dato dell’inflazione headline ha fatto danni. Il CPI dell’Australia è balzato al 4,6%, in netto aumento dal 3,7%, con i costi di carburante ed energia ancora trascinati dallo shock della guerra in Iran. La misura trimmed-mean più debole ha attenuato la paura immediata di un rialzo dei tassi a maggio, con le previsioni di mercato che, secondo quanto riportato, si sono ridotte a circa 71%–72% dai livelli intorno all’85%. È un trade di sollievo. Non una inversione bullish.
Grafico a barre che mostra il CPI dell’Australia salire al 4,6% ad aprile 2026, sotto la previsione del 4,8% ma sopra il precedente 3,7%
Fonte: TradingView
Il mercato combatte ancora su due velocità. L’energia ha ricevuto acquisti mentre i titoli legati al petrolio hanno beneficiato dello stesso impulso inflazionistico che sta danneggiando il sentiment più ampio. Woodside ha alimentato quel tema dopo aver riportato ricavi del primo trimestre più robusti, mentre il settore energetico ha chiuso in rialzo.
Le banche non hanno recepito il messaggio. I finanziari sono scesi, con le parti del mercato sensibili ai tassi ancora esposte alla possibilità che la RBA resti hawkish nella seconda metà dell’anno. Anche il settore sanitario ha arrancato, trascinato dalla debolezza di CSL. Questo è importante perché l’ASX 200 non può costruire una ripresa pulita se banche e sanitario perdono contemporaneamente.
Codan è stato l’eccezione, balzando dopo un aggiornamento delle guidance. Bel movimento. Ma un titolo non aggiusta un indice in difficoltà.
Il prossimo catalizzatore significativo è la decisione di politica monetaria della RBA del 5 maggio. I trader hanno ridotto le aspettative di un rialzo dopo il mancato dato core, ma la banca centrale si trova ancora di fronte a un mix difficile: inflazione headline elevata, pressioni sui costi spinte dal petrolio, rischio di persistenza nel comparto servizi e un mercato azionario teso con scarso margine di valutazione.
Questo è il problema per i rialzisti dell’ASX. Il mercato potrebbe essere destinato a un rimbalzo da short-covering, ma il quadro macro invita ancora alla cautela. Un tono hawkish della RBA potrebbe trasformare qualsiasi rimbalzo in un’altra occasione di vendita.
Il Renko a 15 mattoni offre la lettura più chiara della struttura di breve termine. Il prezzo si aggira intorno a 8.640, ancora sotto la 500-SMA a circa 8.690, mentre il Supertrend ribassista è posizionato più vicino a 8.715.
Quel cluster di resistenza è rilevante.
La sequenza di massimi decrescenti vicino a 9.053, 8.993, 8.847 e 8.828 mostra venditori sempre più aggressivi a ogni rimbalzo. L’indice non si sta solo correggendo; fatica ad attirare domanda sostenuta.
Il momentum rimane debole. L’RSI intorno a 36 segnala una partecipazione ridotta, sebbene non una completa esaurimento. La Z-Score SMA vicino a -1,5 mostra che la pressione al ribasso è estesa, ma ancora coerente con il movimento ribassista. Un rimbalzo da copertura degli short non mi sorprenderebbe dopo sette cali consecutivi, ma a meno che l’ASX 200 non riconquisti con decisione la fascia 8.690–8.715, qualsiasi recupero appare temporaneo piuttosto che in grado di cambiare il trend.
Renko a 15 mattoni dell’ASX 200 con prezzo sotto la 500-SMA, Supertrend ribassista, debolezza dell’RSI e Z-Score SMA negativo
Fonte: TradingView
Direzione della Tendenza Attuale: Ribassista
Bias: Negativo
Livelli di Supporto Chiave: 8.255
Livelli di Resistenza Chiave: 8.755, 9.230
Percorso di Medio Termine: Mi aspetto che l’ASX 200 resti vulnerabile finché rimane sotto la 500-SMA intorno a 8.690 e nella zona del Supertrend ribassista vicino a 8.715. Un rimbalzo di breve termine è possibile dopo sette perdite consecutive, ma il percorso più pulito punta ancora verso il basso a meno che gli acquirenti non riconquistino con convinzione quella fascia di resistenza. Una rottura sotto 8.600 spalancherebbe la strada verso 8.567, poi 8.500.
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