Salta al contenuto principale
Pubblicita'
Pubblicita'

Robotica industriale e farmaceutica, nuova frontiera della produzione

Da: 
Fabio Carbone
Robotica industriale e farmaceutica
Recupero Audio-- --

Robotica industriale e farmaceutica insieme possono dare vita a una, nuova frontiera della produzione di farmaci personalizzati attualmente prodotti solo a mano.

L’incontro tra intelligenza artificiale, automazione e biotech apre un mercato potenzialmente multimiliardario. Per anni, infatti, la robotica industriale è stata associata principalmente all’automotive, all’elettronica e alla logistica.

Oggi, però, una nuova area applicativa sta attirando l’attenzione di venture capitalist, grandi gruppi farmaceutici e investitori istituzionali: l’automazione della produzione biofarmaceutica.

La ragione è semplice. Uno dei segmenti a maggiore crescita dell’industria sanitaria mondiale, quello delle terapie cellulari e geniche, soffre di un grave problema di scalabilità. I farmaci più innovativi oggi disponibili spesso possono curare patologie oncologiche o genetiche fino a pochi anni fa considerate senza soluzione terapeutica, ma i costi di produzione restano estremamente elevati.

La sfida non riguarda quindi più soltanto la scoperta scientifica. Riguarda soprattutto la capacità industriale di produrre queste cure in modo efficiente, sicuro ed economicamente sostenibile per i pazienti.

È qui che entra in gioco la robotica industriale applicata alla produzione farmaceutica. Un nuovo possibile trend di investimento che sta appena ora nascendo e che parla anche italiano.

Dalla fabbrica automobilistica alla fabbrica biologica

L’automazione industriale ha trasformato negli ultimi quarant’anni interi comparti manifatturieri, consentendo aumenti della produttività e riduzioni dei costi unitari che hanno sostenuto la crescita economica globale.

Un processo analogo potrebbe ora verificarsi nel settore farmaceutico avanzato.

Le terapie cellulari e geniche vengono ancora prodotte attraverso processi fortemente manuali. Tecnici altamente specializzati manipolano cellule vive in ambienti estremamente controllati, dove anche una minima contaminazione può compromettere l’intero trattamento.

Questo modello produttivo rappresenta oggi uno dei principali colli di bottiglia per la diffusione della medicina personalizzata.

Dal punto di vista economico il problema è evidente: una domanda potenzialmente enorme incontra una capacità produttiva limitata.

È una situazione tipica di quei mercati che, storicamente, hanno generato importanti opportunità di investimento una volta introdotte innovazioni capaci di aumentare la produttività.

Il ruolo della Physical AI

A differenza della prima generazione di robot industriali, progettati per ripetere sempre gli stessi movimenti (logica programmata), la nuova generazione di sistemi si basa sulla cosiddetta Physical AI.

Si tratta dell’evoluzione naturale dell’intelligenza artificiale verso il mondo fisico.

Se i modelli linguistici elaborano informazioni digitali, i robot intelligenti industriali applicano l’apprendimento automatico direttamente alle attività operative da svolgere in fabbrica o in un laboratorio industriale.

Questo significa che un sistema robotico può osservare il lavoro svolto dagli operatori umani, apprendere procedure complesse e replicarle con maggiore precisione, continuità e velocità.

Dal punto di vista dell’investitore, la Physical AI rappresenta probabilmente uno dei più interessanti mercati emergenti del prossimo decennio, poiché consente di trasferire i benefici dell’intelligenza artificiale dal software alla produzione materiale. In questo caso di farmaci personalizzati per la cura di malattie rare.

La produttività diventa il vero motore della crescita

I numeri che emergono dalle prime applicazioni industriali spiegano il crescente interesse degli investitori.

Nel caso di Multiply Labs, startup fondata nella Silicon Valley dall’ingegnere italiano Fred Parietti, l’automazione consentirebbe una riduzione del costo per dose fino al 74% e un incremento della capacità produttiva fino a cento volte rispetto ai processi tradizionali (cioè manuali).

Al di là dei singoli dati aziendali, il punto centrale è il concetto economico sottostante.

Quando una tecnologia consente contemporaneamente:

  • riduzione dei costi fissi;
  • riduzione degli errori;
  • incremento della capacità produttiva;
  • miglioramento della qualità del prodotto;
  • aumento della scalabilità;

si crea un potente effetto leva sui margini industriali.

È lo stesso meccanismo che ha sostenuto l’espansione dei semiconduttori, del cloud computing e dell’automazione logistica.

Per questo motivo il capitale di rischio sta aumentando la propria esposizione verso le aziende attive nell’intersezione tra AI, robotica e biotecnologie.

Un nuovo mercato per la manifattura avanzata italiana

L’aspetto probabilmente più interessante per l’Europa riguarda la localizzazione produttiva.

Per oltre vent’anni il valore si è progressivamente concentrato nelle attività software, mentre la manifattura ha perso centralità all’interno delle economie occidentali.

La nuova generazione di robot industriali potrebbe invertire parzialmente questa tendenza.

I sistemi destinati alla produzione farmaceutica richiedono infatti competenze di:

  • meccanica di precisione;
  • automazione industriale;
  • sensoristica avanzata;
  • integrazione hardware-software;
  • controllo qualità.

Si tratta di aree nelle quali l’industria italiana possiede ancora un vantaggio competitivo significativo.

Non sorprende quindi che alcune startup della Silicon Valley stiano scegliendo proprio l’Italia come piattaforma produttiva per i propri sistemi robotici. L’integrazione di competenze provenienti da settori come motorsport, meccatronica e automazione rappresenta un esempio concreto di come il know-how industriale italiano possa trovare nuove opportunità nei comparti ad alta tecnologia.

Un’opportunità d’investimento legata a tre megatrend

Dal punto di vista finanziario, il tema presenta una caratteristica particolarmente interessante: non dipende da un singolo settore.

La crescita della robotica farmaceutica nasce infatti dalla convergenza di tre grandi megatrend globali.

  1. Intelligenza artificiale: sempre più capace di trasferire conoscenze e competenze operative alle macchine.
  2. Automazione industriale: spinta dalla necessità di migliorare produttività, qualità e resilienza delle filiere.
  3. Medicina personalizzata: destinata a diventare una delle principali aree di crescita della spesa sanitaria mondiale nei prossimi decenni.

Quando più trend strutturali convergono nella stessa direzione, il potenziale di sviluppo tende a essere particolarmente elevato.

Dove si creerà valore per gli investitori?

Quando emerge una tecnologia dirompente, il mercato tende inizialmente a concentrarsi sui protagonisti più visibili. Nel caso della robotica industriale farmaceutica, tuttavia, il valore potrebbe distribuirsi lungo un’intera filiera industriale, creando opportunità ben oltre le aziende che sviluppano le terapie.

La prima area di interesse riguarda naturalmente i produttori di sistemi robotici e le società che operano nel segmento della Physical AI. Se la medicina personalizzata dovesse diventare una componente strutturale della sanità del futuro, la domanda di impianti automatizzati potrebbe crescere con ritmi superiori a quelli dell’industria manifatturiera tradizionale.

Una seconda categoria comprende i fornitori di componenti ad alto valore aggiunto: sensori, sistemi di visione artificiale, attuatori, elettronica di controllo e software industriale.

Analogamente a quanto accaduto nel settore dei semiconduttori, spesso i maggiori benefici economici non vengono catturati esclusivamente dal produttore finale ma anche dai fornitori delle tecnologie indispensabili al funzionamento dell’intero ecosistema.

Un terzo beneficiario potrebbe essere la grande industria farmaceutica. La possibilità di abbattere drasticamente i costi di produzione delle terapie cellulari e geniche consentirebbe infatti di ampliare il numero di pazienti trattabili, aumentando il mercato potenziale e migliorando il ritorno sugli investimenti in ricerca e sviluppo.

Infine, un ruolo centrale sarà svolto dagli investitori specializzati in venture capital e deep tech. La raccolta di oltre 100 milioni di dollari da parte di Multiply Labs non rappresenta soltanto una storia imprenditoriale di successo, ma un segnale della crescente attenzione che il capitale globale sta dedicando all’incontro tra robotica, intelligenza artificiale e scienze della vita.

Come spesso avviene nelle grandi transizioni tecnologiche, la sfida non sarà individuare il singolo vincitore, ma comprendere quali segmenti della catena del valore saranno in grado di generare i margini più elevati e sostenibili nel lungo periodo.

Conclusione

L’automazione farmaceutica non rappresenta semplicemente un’evoluzione tecnologica. Rappresenta la nascita di un nuovo paradigma industriale.

Se la prima rivoluzione robotica ha trasformato le fabbriche automobilistiche, la seconda potrebbe trasformare le fabbriche biologiche.

Per gli investitori significa osservare da vicino un settore ancora nelle fasi iniziali, ma caratterizzato da un potenziale di crescita straordinario. Per l’Italia, invece, potrebbe rappresentare un’opportunità strategica per valorizzare uno dei suoi asset storici più importanti: la manifattura avanzata.

La prossima grande fabbrica automatizzata potrebbe non produrre automobili, elettrodomestici o componenti elettronici. Potrebbe produrre cellule, terapie personalizzate e cure salvavita. E proprio da questa convergenza tra robotica industriale e biotecnologie potrebbe nascere uno dei mercati più promettenti del prossimo decennio.

Sull'Autore

Scrittore web freelance dal 2013, scrive di crypto economy dal 2016 e di fintech e mercati azionari dal 2018. Scrive inoltre di economia digitale.Dal 2018 collabora per FXEmpire.it scrivendo di crypto e mercati azionari con particolare attenzione a Borsa Italiana. Inoltre, cura la pubblicazione di articoli formativi a cadenza domenicale per l'area Formazione del sito di FX Empire Italia.

Pubblicita'