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Fabio Carbone
Prezzo del petrolio

Il prezzo del petrolio riprende fiato e il mese di maggio è stato un rally costante di ripresa giorno dopo giorno con il greggio impennatosi fino a 32 USD.

Identica sorte per il prezzo del Brent salito decisamente fino a toccare i 40 USD in un lungo rally che non sembra aver esaurito la sua corsa.

Insomma, chi ha scommesso sui future di maggio e sui future di giugno ha fatto fortuna dati i prezzi che venivano prospettati a marzo e ad aprile.

Ma il mercato scommette anche sulla riduzione della produzione e poi c’è l’anticipo dell’OPEC a giovedì 4 giugno. La riunione dell’OPEC e dell’OPEC+ (l’insieme dei paesi non OPEC) è stata anticipata dall’Algeria a cui spetta la presidenza a in questo momento.

La riunione era invece programmata per la prossima settimana nei giorni 9 e 10 giugno, ma l’eccezionalità del momento storico ha fatto propendere per l’anticipazione dell’incontro.

La riduzione della produzione

Come noto in aprile l’OPEC+ si accordò per un taglio della produzione senza precedenti di 9,7 milioni di barili al giorno, ovvero il 10% della produzione mondiale. Una decisione presa appunto per spingere e rafforzare la ripresa del prezzo dopo il crollo senza che precedenti che aveva addirittura portato i future sul Wti in territorio negativo.

Il taglio è in vigore dall’1 maggio e dovrebbe restare tale fino alla fine di giugno. Gli effetti si stanno vedendo, anche grazie alla ripresa della produzione in molte aree del mondo che sta facendo aumentare naturalmente la domanda e quindi i consumi del petrolio e suoi derivati.

Secondo l’accordo al momento in vigore, a partire dal giorno 1 luglio prossimo il taglio della produzine giornaliera passerà a 7,7 milioni di barili fino al termine del 2020, per poi passare a 5,8 milioni di barili al giorno a partire dal mese di gennaio 2021 e fino ad aprile del 2022.

Quindi un taglio consistente e protratto nel tempo della produzione di petrolio.

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Cosa deciderà l’OPEC+

Secondo alcuni analisti al prossimo meeting OPEC+ si deciderà di estendere il taglio di 9,7 milioni di barili giornalieri anche al mese di luglio e forse fino a settembre addirittura, rispetto ai 7,7 milioni di barili preventivati ad aprile.

La Russia sarà quella che farà più fatica ad accettare il taglio produttivo, ma alla fine dovrà accettare il compromesso data la situazione in cui il mercato petrolifero si trova.

E poi dovrà farlo anche per ricucire lo strappo con l’Arabia Saudita e dimostrare che l’OPEC+ ha ancora un senso.

Per l’Arabia Saudita, infatti, estendere ulteriormente il termine temporale dei tagli è accettabile, anche perché c’è sempre spazio per una revisione successiva se le condizioni lo dovessero permettere.

Dove arriverà il prezzo del petrolio?

Che direzione prenderà il prezzo del petrolio nei prossimi mesi? Possiamo attenderci che sfondi addirittura i 50 USD di valore? Secondo gli analisti consultati dalla Cnbc, quanti credono che il prezzo dell’oro nero supererà la soglia psicologica dei 50 USD devono attendere fino alla seconda parte del 2021.

Staremo a vedere.

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