Il cambio euro dollaro passa di mano ancora sopra quota 1,18, ma fatica a spingersi verso le resistenze successive di 1,1820 e 1,1850.
Il cambio euro dollaro continua a scambiare sopra quota 1,18, livello che per ora sembra in grado di contenere eventuali pressioni ribassiste. La tenuta di quest’area riflette un mercato in attesa di nuovi stimoli, in particolare dalle dichiarazioni del presidente Trump e dei leader europei riguardo ai nuovi dazi del 15%, tema che rimane il principale catalizzatore di volatilità nel brevissimo termine.
Il quadro geopolitico resta estremamente instabile e il mercato potrebbe muoversi all’interno di una fascia laterale relativamente ampia. Considerando oscillazioni non estreme, la banda più realistica si colloca tra 1,1720 e 1,1850, con quest’ultimo livello che continua a rappresentare la resistenza dinamica più vicina.
Dichiarazioni particolarmente aggressive sui dazi, tali da isolare ulteriormente la politica commerciale della Casa Bianca, potrebbero indebolire il dollaro USA e favorire un allungo dell’euro fino in area 1,19.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1818.
Il cambio euro dollaro dovrebbe riuscire a mantenere il supporto a 1,18 in vista della chiusura settimanale, salvo sorprese. In assenza di dati macro particolarmente impattanti, il cross potrebbe restare stabile oppure proseguire il movimento in atto fino al superamento definitivo della resistenza intermedia a 1,1820, attualmente in fase di test.
Un’eventuale estensione dei rialzi riporterebbe le quotazioni verso un secondo tentativo di rottura della fascia di resistenze compresa tra 1,1835 e 1,1850, dopo il primo tentativo fallito. Un superamento netto di quest’area avvicinerebbe il cambio al test della resistenza principale posta a 1,19.
Sul fronte opposto, una violazione ribassista di 1,18 potrebbe spingere il cambio euro dollaro verso i supporti successivi a 1,1785 e 1,1770. Proprio su quest’ultimo livello convergono EMA e SMA a 50 giorni, e una rottura al ribasso rappresenterebbe un segnale di indebolimento più marcato per la moneta unica.
Il calendario economico di oggi si concentra su dati tedeschi, quali il tasso di disoccupazione e il tasso d’inflazione flash. Attenzione poi all’indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.