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Fabio Carbone
Denaro contante

In questi giorni in cui il timore che Covid-19 possa annidarsi un po’ ovunque, ha fatto aumentare tra le persone la paura che il nuovo Coronavirus possa annidarsi addirittura sul denaro contante, sulle monete e sulle carte (credito, debito, prepagate). La ricerca nel web d’informazioni che avvalorassero tale tesi o la confutassero è aumentata esponenzialmente.

Ora è intervenuto il Bank for International Settlements (BIS) ad aggiungere carne sul fuoco, ma lo fa da un pulpito autorevole e pone la questione a un livello più alto.

Il nuovo coronaviurs Sars-CoV-2 potrebbe accelerare l’adozione dei pagamenti in moneta elettronica e quindi costringere più persone di prima a utilizzare il denaro digitale? Una bella domanda che trova una parziale risposta nello studio ‘Covid-19, cash, and the future of payments’.

Cosa dice lo studio del Bis?

La diffusione del coronavirus sul denaro contante

Lo studio del Bis cita alcuni studi scientifici, passati e in corso, secondo i quali i virus sarebbero in grado di sopravvivere sulle superfici del denaro contante e ancora di più sulla superficie delle carte.

I virus sopravvivono meno sulla superficie porosa delle banconote, ma molto più sulla superficie liscia e impermeabile delle carte di credito, debito ecc.

Uno studio sul nuovo coronavirus proverebbe che Covid-19 resiste nell’aria fino a 3 ore e 24 ore sulla superficie delle carte. Come ci arriva? Attraverso uno sternuto o un colpo di tosse.

Conseguenza?

Beh, la conseguenza è che le persone devono lavarsi le mani più di frequente. Ma meglio ancora tendono a utilizzare meno tali mezzi di pagamento a favore di quelli digitali.

L’analisi del Bis compara la ricerca di notizie sull’argomento denaro contante e virus nelle ultime pandemie (H1N1 del 2009; Mers-CoV 2012-2016; Ebola 2013-2016). Ebbene mai come per Sars-CoV-2 è stata fatta tanta ricerca sulla tematica da parte delle persone.

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Una nuova consapevolezza porterà al denaro digitale?

Ecco quindi che la paura di contrarre questo virus, come altri virus potenziali in futuro, potrebbero spingere un numero massiccio di persone ad abbandonare il denaro contante e anche le carte, optando per il denaro digitale: criptovalute comprese.

Anche altri aspetti potrebbero spingere le persone a usare forme di pagamento digitale, come la semplicità d’uso che evita di doversi sorbire lunghe code al bancomat nelle ore di punta prima di poter andare a fare la spesa nel vicino supermercato.

E poi i cittadini potrebbero scoprire che l’uso sicuro della moneta digitale mette al riparo dalla fregatura di ricevere banconote false.

Cosa stanno facendo le Banche centrali e i governi?

Il Bis riporta che molte Banche centrali europee tranquillizzano i cittadini sul fatto che possono continuare a usare le banconote perché i rischi sono bassi, e poi basta lavarsi le mani dopo l’uso e non strofinarsi il volto.

Bank of Canada ha richiamato le attività commerciali che stavano addirittura rifiutando le banconote.

Negli Usa la Fed ha deciso di porre in quarantena le banconote provenienti dall’Asia, mentre la People’s Bank of China e le Banche centrali della Corea del Sud, Ungheria e Kuwait, hanno deciso di sterilizzare le banconote in loro possesso prima di rimetterle in circolazione.

Le banche centrali di India, Indonesia e Georgia, riporta sempre il Bis, hanno consigliato alla popolazione di usare metodi di pagamento elettronici.

In definitiva è chiaro che le banche centrali promuovono la fiducia nel denaro contante, ma le persone preferiscono i pagamenti digitali.

La soluzione?

Ebbene, se le persone spingono verso il digitale, dice il Bis, presto ci ritroveremo in una situazione di scarsità di denaro contante circolante. Questa condizione potrebbe essere un problema per gli unbanked.

Come si potrebbe risolvere la situazione secondo il Bis? Adottando le valute digitali delle banche centrali (central bank digital currencies, CBDC). La Cina progetta dal 2014 e la Fed negli USA si sta lasciando “solleticare” da ricerche interne che vanno in tal senso.

Nel frattempo

Nel frattempo ci sono le criptovalute come il bitcoin che non hanno bisogno degli Stati e che possono essere inviate da una parte all’altra del mondo in pochi minuti o secondi.

Gli ecovirus spingono verso il denaro digitale: le criptomonete sono già pronte.

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