Le notizie, si sa, sono spesso riportate e difficili da vagliare completamente.
Specie nel mondo cripto.
Tuttavia, dal paese del Sol Levante giunge una news certa: ben 32mila unità di moneta virtuale tra BTC e BTH sono stati trasferiti, per un volume d’affari di 170 milioni di dollari.
È bene andare con ordine.
La sorgente di tale operazione è Mt. Gox, l’ex super exchange di Bitcoin fondato nel 2010 a Shibuya, Tokyo, che dal 2013 al 2014 ha gestito il 70% delle transazioni di valuta nakamotiana in tutto il mondo.
Nel febbraio 2014 la piattaforma nipponica chiude il sito e dichiara fallimento e considerando la mole di criptovalute mancante (850.000 Bitcoin-450 milioni di dollari) in seguito a un presunto attacco hacker, sono in molti a ipotizzare un legame tra l’ammanco criptovaloriale e la bancarotta conseguente.
Sebbene siano stati 200.000 i BTC ritrovati, ciò non ha fermato le procedure liquidatorie iniziate proprio 4 anni fa.
Sono 400 i milioni di dollari in Bitcoin venduti tra settembre 2017 e febbraio 2018, quindi da una parte sorprende un trasferimento ulteriore, dall’altra forse no.
La sorpresa sarebbe da ascrivere al disimpegno così massivo effettuato dopo anni di vendite; l’aspettativa, viceversa, porta il nome di Nobuaki Kobayashi, curatore fallimentare di Mt. Gox conosciuto come la “balena di Tokyo”.
Nomen omen, per l’appunto.
Kobayashi non è sfuggito alle cronache finanziarie quando a marzo sono stati in molti a sospettare che le vendite cripto da questi operate fossero legate con le montagne russe BTC.
Bloomberg sostenne che sarebbero stati addirittura 1,9 miliardi di dollari i Bitcoin da liquidare nella disponibilità della balena di Tokyo.
Se l’operazione di trasferimento di 32k di BTC è stata equamente divisa in BTC e BTH, investitori e organi di vigilanza brancolano nel buio circa la motivazione dietro a una simile vendita.
Una giustificazione potrebbe ravvisarsi in nuovo possibile calo valoriale del Bitcoin, giustificando così un’opera di disimpegno dalla ratio non chiara.
In passato Kobayashi ha negato a più riprese di tessere trame circa l’andamento cripto.
Per confermare tale posizione basterà aspettare e vedere se davvero il Bitcoin scenderà di nuovo, così da ottenere una prova in un senso o nell’altro.
È vero che a pensar male si commette peccato, ma spesso ci si indovina.
