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Ansaldo Energia, il crollo delle obbligazioni e il nuovo piano industriale

Obbligazioni Ansaldo Energia, il crollo dei bond in scadenza e il nuovo piano industriale. Perché i mercati hanno timori sul futuro dell’azienda. Sono fondati?
Fabio Carbone
Obbligazioni Ansaldo Energia

C’è grande sconcerto tra gli investitori possessori delle obbligazioni Ansaldo Energia, a causa del crollo repentino delle obbligazioni occorso tra il 19 e il 20 dicembre. Non è chiaro perché si sia verificato il crollo, da dove si sia originato con esattezza, anche se alcuni esperti del settore hanno provato ed effettuare una ricostruzione dei fatti precedenti per trovare le cause del crollo.

Anche perché il crollo delle obbligazioni con scadenza maggio 2024 hanno subito un calo drammatico del 13%, riducendo il rendimento al +6,5% (era +19,5%), l’obbligazione ha una cedola del 2,75%. Anche l’altra obbligazione di aprile 2020 ha ceduto il 7%, calando al 21% di rendimento. Restano, come è chiaro capire, rendimenti cospicui, ma i cali drammatici sono la spia di qualcosa che non quadra.

Chi gestisce Ansaldo Energia

Prima di capire il perché del crollo delle obbligazioni Ansaldo, è importante conoscere in breve il background della società. Ansaldo Energia è una società di proprietà al 60% di Cassa depositi e prestiti spa (cioè dello Stato italiano) e al 40% della cinese Hitachi.

L’impresa costruisce centrali termiche a gas e fornisce servizi di manutenzione degli impianti stessi e in generale produce macchinari per l’energia.

I dati di bilancio, seppur positivi, segnalano un calo nell’ultimo periodo dei guadagni netti.

Perché le obbligazioni Ansaldo Energia sono crollate?

Secondo la ricostruzione fatta dagli analisti di InvestireOggi, il crollo delle obbligazioni Ansaldo Energia sarebbe dovuto ai timori degli investitori per una possibile insolvenza della società.

La società, in effetti sta provando a rinegoziare i suoi debiti con le banche (Intesa Sanpaolo, Unicredit, MPS, Carige), in particolare ha bisogno di rinegoziare i 360 milioni di euro di prestito che scadranno il prossimo anno (2020). Di questi 360 milioni, 260 riguardano l’obbligazione di aprile. Le banche si sono dette disponibili a rinegoziare, ma a patto che i soci mettano 500 milioni di euro. Il fatto avveniva il giorno 11 dicembre, ed ecco che appresa la notizia, i mercati hanno temuto che Ansaldo Energia avesse problemi di insolvenza, che non sarebbe riuscita a restituire il suo debito (che per gli investitori sono le obbligazioni) e da qui il crollo.

Tuttavia, bisogna tenere in considerazione che dietro la spa c’è lo Stato italiano che detiene la maggioranza dell’impresa attraverso Cdp. Anche se è vero che Cassa depositi e prestiti è già molto esposta in altri salvataggi aziendali e su altri fronti.

Ecco sicuramente questa situazione ha messo un po’ in agitazione e causato una perdita netta sui ricavi che difficilmente sarà recuperata per chi deve riscuotere le obbligazioni di aprile 2020, ma sulla garanzia che essi saranno restituiti si può stare certi. Intanto l’obbligazione di aprile ha recuperato oltre il 2% dopo il tonfo.

Potrebbe interessarti: Bilancio Snam spa 2018.

Il nuovo piano di rilancio di Ansaldo Energia

In data 23 dicembre 2019, il board di Ansaldo Energia ha approvato il nuovo piano industriale per il rilancio di Ansaldo Energia. Gli obiettivi principali del piano sono il miglioramento della redditività e la generazione di cassa.

L’impresa punta a migliorare ulteriormente il portafoglio ordini che già nel 2019 è cresciuto del 30% rispetto al 2018. Inoltre verrà avviato un “processo di riorganizzazione ed efficientamento industriale e organizzativo, in coerenza con lo sviluppo del business”. Ed ancora è prevista la “riduzione del capitale circolante in tutte le sue componenti, il contenimento degli investimenti differibili e una rifocalizzazione delle spese di ricerca; la revisione del perimetro aziendale”.

Questa situazione, si legge nel comunicato stampa, è dovuta al fatto che “si prevede che i risultati economici e finanziari dell’anno che si sta chiudendo siano inferiori alle attese”.

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