Tradotto con IA
Bitcoin (BTC) è balzato del 2,30% all’inizio della settimana ma non è riuscito a recuperare completamente le perdite subite nel weekend.
Il cambio BTC/USD ha toccato $75.590 durante la sessione asiatica di lunedì, restando comunque oltre il 3,50% al di sotto del massimo della scorsa settimana, intorno a $78.385. Questi movimenti a sforbiciata mostrano una crescente indecisione tra i trader, dovuta principalmente a notizie contrastanti sul cessate il fuoco in corso tra USA e Iran.
Bitcoin entra nella settimana con uno scenario macroeconomico molto più complesso dopo gli sviluppi del weekend nel conflitto USA–Iran che ha scosso i mercati globali e ha confermato i timori precedenti di un’escalation.
Le tensioni sono aumentate dopo che le forze navali USA hanno sequestrato una nave battente bandiera iraniana nel Golfo di Oman, provocando ritorsioni da parte di Teheran e riaccendendo l’incertezza intorno allo Stretto di Hormuz, una delle rotte petrolifere più critiche al mondo.
Le narrazioni contrastanti di Donald Trump e dei funzionari iraniani hanno solo approfondito l’incertezza.
Trump in precedenza aveva segnalato che un accordo era vicino, ma in seguito ha minacciato di distruggere infrastrutture iraniane chiave se i negoziati fossero falliti.
Nel frattempo, l’Iran ha negato di aver accettato le principali richieste USA, incluso l’abbandono del suo programma nucleare. Il cessate il fuoco ora appare fragile, con la sua scadenza che si avvicina e senza una chiara via per riprendere i colloqui.
L’interruzione del traffico nello Stretto di Hormuz introduce un rischio inflazionistico diretto attraverso prezzi del petrolio più elevati, che potrebbero irrigidire le condizioni finanziarie e mettere pressione sugli asset sensibili alla liquidità. Questo è ribassista per asset rischiosi come Bitcoin.
I trader potrebbero essere stati troppo ottimisti su una risoluzione rapida e indolore dello Stretto di Hormuz. Qualsiasi ulteriore escalation potrebbe alimentare i timori legati al petrolio e all’inflazione, gravando sugli asset rischiosi come Bitcoin, mentre la stagione degli utili potrebbe aumentare la volatilità se le azioni dovessero scivolare in una reazione “sell-the-news”.
Quindi, mentre il trend di fondo resta rialzista, le prospettive a breve termine appaiono da leggermente a moderatamente ribassiste. Il forte rimbalzo di Bitcoin ha aumentato il rischio di un modesto ritracciamento causato da stress geopolitico, calo di momentum o realizzi di profitto dopo il recente rally.
Bitcoin sta scivolando verso il limite inferiore del suo attuale pattern a bandiera ribassista, con la zona di supporto chiave che prende ora forma nella regione intorno a $68.000–$70.000.
Il setup segue il tentativo fallito di BTC di sostenere una rottura al di sopra della trendline superiore della bandiera, vicino alla metà dei $70.000, segnalando un indebolimento del momentum rialzista nel breve termine.
Una discesa verso l’area della trendline inferiore rappresenterebbe un test tecnico critico. Se i compratori difendessero la zona, Bitcoin potrebbe tentare un nuovo rimbalzo all’interno del pattern.
Ma una rottura decisiva al di sotto di $68.000 rafforzerebbe lo schema di continuazione ribassista, aprendo la strada a una mossa più profonda verso la regione di $62.800 attorno alla linea di ritracciamento di Fibonacci 0,0.
Yashu Gola è un giornalista e analista di criptovalute con expertise in asset digitali, blockchain e macroeconomia. Fornisce analisi di mercato approfondite, pattern nei grafici tecnici e intuizioni sugli impatti economici globali. Il suo lavoro colma il divario tra la finanza tradizionale e le criptovalute, offrendo consigli pratici e contenuti educativi. Appassionato del ruolo della blockchain nella finanza, studia la finanza comportamentale per prevedere le tendenze delle memecoin.