Tradotto con IA
La mia previsione della scorsa settimana è stata in gran parte confermata: Bitcoin (BTC) non è riuscito a riconquistare la zona di resistenza 77.300–78.000 USD ed è scivolato nell’area di supporto prevista 72.000–74.000 USD, mentre il rinnovarsi delle tensioni USA–Iran, i rischi di inflazione persistente e i segnali di domanda spot deboli hanno reso fragile il rimbalzo.
Al momento della pubblicazione, Bitcoin era in calo di circa il 3,75% mentre scambiava sopra il livello di supporto di 74.000 USD.
A domenica, i colloqui USA–Iran sembrano più vicini a un quadro provvisorio che a un accordo di pace definitivo.
La Casa Bianca ha dichiarato che “Donald Trump accetterebbe solo un accordo che ‘rispetti le sue linee rosse'” e che garantisca che l’Iran non possa mai possedere un’arma nucleare. L’Iran si è mostrato più cauto, con il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei che ha dichiarato che sono stati compiuti progressi ma che non è imminente alcun accordo.
Shane Smith si reca a Teheran per una rara intervista con Esmail Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, per discutere le affermazioni del presidente Trump secondo cui l’Iran starebbe ‘implorando’ un accordo.
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— VICE News (@VICENews) 29 maggio 2026
Lo Stretto di Hormuz rimane il principale rischio per i mercati: Washington afferma che nessun Paese dovrebbe essere autorizzato a imporre pedaggi, mentre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dichiara che l’Hormuz è aperto a tutte le navi “eccetto quelle in guerra con noi”.
Il Brent è sceso di circa il 9,5% questa settimana mentre i trader prezzavano le speranze di un accordo USA–Iran, mentre lo S&P 500 è salito fino a un nuovo massimo storico grazie a un miglioramento dell’appetito per il rischio e alla forza dei titoli legati all’intelligenza artificiale.
Bitcoin, tuttavia, non è riuscito a unirsi pienamente al movimento. I trader sono rimasti cauti mentre il cessate il fuoco USA–Iran appariva ancora fragile, la disputa sullo Stretto di Hormuz non era risolta e gli ETF spot su Bitcoin continuavano a registrare forti deflussi.
Le aspettative sui tassi hanno rappresentato un altro ostacolo.
I futures sui Fed funds ora implicano una probabilità del 62,8% di un rialzo entro la riunione di marzo 2027, rispetto a una probabilità del 37% che non ci siano cambiamenti e appena lo 0,2% di possibilità di allentamento, secondo i dati del CME FedWatch.
Questo mantiene Bitcoin vulnerabile anche con il raffreddamento del petrolio, perché le aspettative di una politica “higher-for-longer” tendono a mettere pressione sugli asset rischiosi non rendenti e a limitare la domanda speculativa.
I trader di Bitcoin seguiranno anche il rapporto sull’occupazione negli USA della prossima settimana, anche se i dati potrebbero diventare significativi per il mercato solo in caso di una sorpresa importante. Le previsioni di consenso indicano un aumento delle buste paga di circa 95.000–105.000, con il tasso di disoccupazione che si manterrebbe intorno al 4,3%.
Un rapporto più forte delle attese probabilmente rafforzerebbe la posizione “higher-for-longer” della Fed e potrebbe esercitare pressione su Bitcoin aumentando i rendimenti del Treasury e le aspettative di nuovi rialzi dei tassi.
Un dato più debole, invece, potrebbe riaccendere le scommesse su tagli ai tassi e sostenere un rimbalzo di sollievo, soprattutto se attenuasse anche i timori sull’inflazione salariale persistente.
Bitcoin è in rimbalzo dal bordo inferiore del suo canale discendente, vicino alla zona di supporto 72.500–73.000 USD, segnalando una mossa di sollievo a breve termine dopo la svendita della scorsa settimana.
Il rimbalzo ha spinto BTC nuovamente verso i 74.000 USD, con il prossimo obiettivo al rialzo posto intorno ai 75.000 USD, vicino al ritracciamento di Fibonacci 0,236 e alla media mobile esponenziale a 50 periodi (EMA a 50 periodi, la linea rossa).
Una rottura al di sopra di quell’area potrebbe estendere il recupero verso i 76.300 USD, ma il quadro di fondo resta cauto poiché BTC continua a scambiare all’interno del canale discendente.
Yashu Gola è un giornalista e analista di criptovalute con expertise in asset digitali, blockchain e macroeconomia. Fornisce analisi di mercato approfondite, pattern nei grafici tecnici e intuizioni sugli impatti economici globali. Il suo lavoro colma il divario tra la finanza tradizionale e le criptovalute, offrendo consigli pratici e contenuti educativi. Appassionato del ruolo della blockchain nella finanza, studia la finanza comportamentale per prevedere le tendenze delle memecoin.