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Prezzi Rame: Future In Accumulazione Di Breve Periodo, Deficit Strutturale Per il 2026

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Federico Dalla Bona
Pubblicato: Jul 19, 2026, 13:59 GMT+00:00

Il lato dell'offerta è quello che sta dando davvero forma al prezzo del Copper. Il blocco di Hormuz taglia fuori circa 40 mila tonnellate al mese.

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Il rame proviene da alcuni giorni di oscillazione con ampiezza superiore alla media, schiacciato tra spinte contrapposte che vale la pena spiegare separatamente. Il lato dell’offerta è quello che sta dando davvero forma al prezzo in questa fase.

Il Cile, che da solo copre circa metà delle esportazioni mondiali di rame, sta faticando su più fronti: carenza d’acqua, calo della qualità del minerale estratto, manutenzioni non programmate, dispute sindacali, e nelle ultime settimane anche danni causati da una tempesta violenta che ha colpito la produzione. Gran parte degli analisti di settore concorda sul fatto che il 2026 chiuderà con un deficit strutturale di rame raffinato, perché il ritmo con cui si aprono nuove miniere non tiene il passo con la domanda.

La domanda, dal canto suo, ha oggi due motori che si sommano: la transizione energetica e la costruzione di data center per l’intelligenza artificiale, che richiedono enormi quantità di rame. La Cina resta l’ago della bilancia, pesando da sola circa il 60% del consumo mondiale, ma c’è una componente geopolitica che si è aggiunta nelle ultime settimane: il blocco dello Stretto di Hormuz, che sta tagliando fuori circa 40 mila tonnellate al mese di catodo di rame che normalmente transita da quella rotta. Non scordiamo inoltre l’incognita tariffaria USA, con dazi del 15% programmati dal 2027 e del 30% dal 2028, dazi del tutto privi di logica visto che gli USA il rame lo devono per forza comprare anche dall’estero.

Contesto tecnico di fondo

Su grafici ad ampio respiro temporale, il dato tecnico essenziale che emerge per il Future Copper 09/26 è la formazione di una fase di consolidamento, che sta proseguendo dal mese di giugno, al di sopra del “vecchio” livello di resistenza di lungo periodo posto in corrispondenza dei massimi di luglio 2025, nella stretta area fra 5.9500/6.0000 dollari.

Il mercato non ha ancora generato indicazioni di un’imminente ripartenza del rialzo, per cui tale fase di consolidamento va considerata ancora attiva. Il peggior scenario tecnico ipotizzabile è che il mercato possa sviluppare un ultimo, ma rapido, “colpo di coda” ribassista in seno al movimento di consolidamento, prima di cedere il passo a una ripresa continuativa del rialzo.

Il principale supporto di medio periodo, con valenza per almeno le prossime 4-6 settimane, è localizzato attualmente non prima dell’area 5.6000/6500. Esso potrà essere alzato a 5.9200/5.9600 solo dopo un adeguato consolidamento dei valori al di sopra della resistenza posta sui massimi della scorsa settimana, a 6.4435, meglio se con una rottura rialzista confermata da almeno una chiusura weekly.

Scenario tecnico dal 20 al 24 luglio

Dai grafici a barre di 30 minuti segnaliamo la formazione di livelli tecnici validi per la settimana entrante, dal 20 al 24 luglio, a quota 6.1900/6.2000 e 6.0950/6.1090, supporti di breve periodo, oltre che a 6.3040/3090 e 6.3380/3440, resistenze di breve periodo. Non ci sono indicazioni di esaurimento della fase di recupero che sta proseguendo dai minimi del 24/06 e che, pertanto, consideriamo ancora pienamente attiva, nonostante sia stata finora intervallata da ampie correzioni al suo interno.

L’area compresa fra supporti e resistenze di breve periodo è una zona di probabile accumulazione, entro la quale possiamo aspettarci ripetuti cambi di tendenza preparatori alla rottura rialzista. I primi obiettivi già in vigore si trovano a 6.4435, importante resistenza già menzionata in precedenza, e successivamente a 6.6000. I successivi livelli di verifica di rilievo sarebbero da ricercare non prima di 6.7200.

Il segnale long vigente nel breve periodo resta attivo solo con prezzi stabilmente superiori a 6.0950. L’eventuale cedimento del livello, scenario meno probabile, potrebbe creare le condizioni per un riavvicinamento al supporto di medio termine di area 5.6000/6500, imponendo aggiornamenti mediante nuove analisi.

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Sull'Autore

Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.

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