Tradotto con IA
I prezzi del petrolio sono saliti martedì a causa delle turbolenze politiche che interessano gli operatori del settore. La tensione geopolitica è aumentata dopo un avvertimento del presidente statunitense Donald Trump riguardo alle azioni iraniane nello Stretto di Hormuz. Lo Stretto di Hormuz rimane una via d’acqua fondamentale per il flusso globale delle forniture energetiche. Pertanto, qualsiasi interruzione in quest’area avrà un effetto immediato sulle forniture attese. Brent (BCO) ha oltrepassato i $113 al barile e WTI (CL) ha oltrepassato i $115 al barile.
Lo Stretto di Hormuz è di nuovo al centro dell’attenzione per gli operatori che movimentano grandi volumi di petrolio in tutto il mondo. Le forze militari iraniane hanno bloccato il passaggio attraverso lo Stretto dall’inizio delle tensioni a febbraio. Questo blocco provoca un’immediata interruzione delle forniture globali di petrolio. Tale interruzione ha spinto gli acquirenti a competere per i pochi barili disponibili, aumentando la domanda e esercitando pressione al rialzo sui prezzi. Di conseguenza, i premi applicati sui barili sono cresciuti in modo significativo, soprattutto in Asia ed Europa, che dipendono fortemente dal greggio mediorientale.
Le oscillazioni dei prezzi sono ancora guidate dall’incertezza politica. L’Iran non ha accettato un’offerta di cessate il fuoco e ha chiesto la cessazione permanente del conflitto. Nel frattempo, le azioni militari nella regione restano attive con attacchi contro infrastrutture energetiche di rilievo. Questi sviluppi aumentano il premio per il rischio nei prezzi del petrolio, poiché i mercati temono ulteriori interruzioni nella catena di approvvigionamento.
I problemi di offerta si estendono oltre il Medio Oriente. La Russia ha dichiarato la distruzione di un grande terminal di esportazione a seguito di attacchi con droni, mettendo ulteriore pressione su un mercato già ristretto. L’OPEC+ ha annunciato un aumento della produzione; l’effetto è però piuttosto limitato, poiché diversi produttori non sono in grado di incrementare la produzione a causa delle circostanze attuali. L’aumento dei prezzi di vendita ufficiali in Arabia Saudita indica una domanda elevata e un’offerta ridotta, a sostegno del trend positivo nei mercati petroliferi.
Nonostante la notifica di 48 ore inviata da Donald Trump all’Iran, i prezzi del petrolio continuano a salire per timori di un’ulteriore escalation. Il grafico qui sotto mostra che il WTI si è avvicinato ai $120 e presenta un forte trend rialzista, che potrebbe rompere definitivamente la soglia dei $120.
L’indicatore RSI mostra che la fascia tra $125 e $130 è la resistenza chiave, in riferimento ai massimi di marzo 2022. Una rottura al di sopra di questo livello aprirebbe la strada a un rally verso l’area dei $150, corrispondente ai massimi di luglio 2008. L’RSI segnala ulteriore margine di apprezzamento nel mercato petrolifero, mentre i fondamentali continuano a sostenere il rally.
D’altra parte, anche il Brent mostra un forte trend rialzista nel breve termine. Le candele settimanali chiudono costantemente al di sopra della soglia dei $100. Le ombre nella parte bassa delle candele indicano la forza rialzista del mercato.
Questa forza rialzista è probabile che si risolva a favore dei rialzi. Pertanto, è atteso un forte rally nel mercato petrolifero nei prossimi giorni per raggiungere l’obiettivo di breve termine di $125-$135. Tuttavia, l’RSI resta elevato nel breve termine, ma i fondamentali e il crescente rischio di mercato probabilmente manterranno i prezzi del petrolio su livelli più alti.
I rischi geopolitici hanno mantenuto i prezzi del petrolio elevati, con il mercato che è rimasto sostenuto nelle ultime settimane. La situazione attorno allo Stretto di Hormuz mantiene l’offerta tesa e spinge i prezzi verso l’alto. La competizione tra acquirenti per i barili limitati persiste, esercitando ulteriore pressione al rialzo. Nel frattempo, il trend rialzista è supportato dalla crescita lenta dell’offerta e dalle continue interruzioni.
Dal punto di vista tecnico, i prezzi del petrolio mostrano una struttura costruttiva che indica ulteriori rialzi nel breve termine. L’obiettivo immediato per il WTI rimane la fascia $125-$130. Una rottura al di sopra di questo intervallo porterebbe rapidamente i prezzi verso i $150. Per il Brent, l’obiettivo immediato è nella fascia $125-$135.
Se desiderate saperne di più su come funzionano i mercati delle materie prime, visitate la nostra area educativa.
Muhammad Umair è un MBA in Finanza e PhD in Ingegneria. Come analista finanziario esperto specializzato in valute e metalli preziosi, combina il suo background accademico multidisciplinare per offrire una prospettiva basata sui dati e contrarian. In qualità di fondatore di Gold Predictors, guida un team che fornisce analisi di mercato avanzate, ricerca quantitativa e strategie di trading raffinate sui metalli preziosi.