Il prezzo del petrolio greggio WTI impenna non lontano dai massimi relativi in attesa degli sviluppi odierni. Il gas, invece, rimane ancora stabile.
Il prezzo del greggio WTI continua a mostrare estrema volatilità a seguito delle recenti dichiarazioni di Donald Trump. Il Presidente statunitense ha palesato l’urgenza di chiudere il conflitto, alternando la diplomazia a toni particolarmente aggressivi e nuovi ultimatum. La sessione odierna appare cruciale: un nuovo, acceso messaggio sui social rivolto a Teheran ha infatti inasprito le tensioni, alimentando l’incertezza sui mercati.
Al contrario, il comparto del gas naturale resta ai margini della tempesta geopolitica. La commodity si conferma meno sensibile alle micro-oscillazioni di natura geopolitica, mantenendo una sostanziale stabilità operativa. Al momento, le prospettive di crescita rimangono limitate, con una resistenza psicologica e tecnica che fatica a superare la soglia dei 3 dollari.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 116,40 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,797 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI si trova attualmente stretto in una morsa tra spinte contrapposte: da un lato, le minacce statunitensi dirette alle infrastrutture energetiche iraniane stimolano il rialzo dei prezzi; dall’altro, le indiscrezioni su una possibile tregua di quarantacinque giorni aprono uno spiraglio per un allentamento della pressione geopolitica in Medio Oriente.
In questo clima di incertezza, il greggio tenta di stabilire un nuovo baricentro sopra la soglia psicologica dei 100 dollari, puntando con decisione verso la fascia compresa tra i 105 e i 115 dollari al barile.
Nonostante il mercato appaia oggi persino più teso rispetto alle fasi iniziali del conflitto, un ritorno oltre i massimi relativi a 120 dollari al barile mi pare ancora poco plausibile. Sebbene la retorica aggressiva di Trump continui a dominare la scena, l’eventualità di un accordo agisce da calmiere, impedendo per ora un rally incontrollato.
Sul fronte opposto, anche nell’ipotesi in cui una tregua dovesse concretizzarsi, il trend di fondo rimarrà solidamente rialzista, con il supporto a 90 dollari che si configura come un argine difficilmente superabile nel breve periodo. In questo contesto, i movimenti interlocutori saranno verosimilmente guidati dall’EMA a 10 giorni, attualmente a quota 101,58 dollari. Questo indicatore fungerà da bussola tecnica nelle brevi fasi di attesa prima di nuovi stimoli macro.
Le quotazioni del gas naturale appaiono ormai ancorate a una fase di consolidamento laterale, con i prezzi che oscillano stabilmente all’interno del range compreso tra i 2,80 e i 2,90 dollari. Già dalle ultime sessioni di marzo, la commodity ha mostrato una chiara resistenza a ridosso della soglia psicologica dei 3 dollari (livello testato l’ultima volta il 27 marzo) evidenziando una netta perdita di slancio rialzista.
A pesare sul comparto è soprattutto il fattore stagionale: l’ingresso della primavera e le previsioni di temperature più miti negli Stati Uniti stanno progressivamente riducendo la pressione sulla domanda per il riscaldamento di gas naturale. In un contesto caratterizzato da scorte in sostanziale equilibrio, il venir meno dei principali driver rialzisti suggerisce una prosecuzione dell’attuale stabilità, lasciando poco spazio a strappi significativi a orizzonte settimanale.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.