Il prezzo del petrolio greggio WTI arretra sotto i 100 dollari ma nel complesso rimane in fase di cauta attesa, mentre il gas naturale è ancora in spinta rialzista.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha subito un arretramento dalla soglia dei 100 dollari tondi in queste ore, mentre nuove minacce partono dalla Casa Bianca verso Teheran e il Presidente Trump sostiene che la Cina non aiuterà l’Iran nel conflitto in corso.
Il gas naturale rimane invece piuttosto stabile, sopra i 2,9 dollari e in posizione di attesa per tentare un balzo sui 3 dollari qualora le prospettive tecniche dovessero mostrarsi favorevoli.
Precisamente, oggi al momento della scrittura il petrolio greggio WTI segna esattamente 99,11 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,920 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI rimane in attesa di nuovi e più concreti sviluppi sul fronte mediorientale, con un arretramento sotto il livello psicologico di 100 dollari al barile che non significa molto e non ha scatenato infatti un ritracciamento più ampio.
Il quadro attuale rimane neutrale-rialzista: il mercato continua ad attrarre compratori sui ribassi, ma senza la forza necessaria per rompere la compressione del triangolo. In assenza di escalation geopolitiche, il WTI potrebbe continuare a oscillare tra i 98 e i 105 dollari, mentre un catalizzatore esterno potrebbe essere sufficiente a innescare il breakout. Come accennato già pochi giorni fa, la chiusura dei negoziati senza un accordo tra USA e Iran potrà riportare il prezzo del petrolio greggio ben oltre i massimi relativi a 112 dollari al barile.
Per il gas naturale, la fascia laterale tra i 2,75 e i 2,88 dollari è stata nuovamente superata al rialzo e adesso le quotazioni potrebbero stabilizzare sopra la soglia di 2,90 dollari.
Il movimento odierno conferma la presenza di una pressione rialzista costante, con i compratori che continuano a intervenire in prossimità dei supporti dinamici di breve periodo.
Una chiusura settimanale sopra i 2,90 dollari rafforzerebbe l’ipotesi di un’estensione verso la resistenza successiva a 2,95 dollari e lungo l’asse che conduce alla resistenza principale e psicologica di 3 dollari tondi.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.