Il prezzo del petrolio greggio WTI ha perso oltre il -10% in cinque sessioni di scambio, fermandosi sui 90 dollari al barile circa nella chiusura di ieri. L’andamento tecnico rimane comunque rialzista, ma in misura più limitata rispetto al picco ritrovato a 105 dollari più di recente.
La possibilità di colloqui di pace tra USA e Iran può aver contribuito a raffreddare la commodity, ma nel complesso il supporto a 90 dollari (ed eventualmente i successivi a 88 e 86,50 dollari).
Quanto al gas naturale, l’obiettivo tecnico a 3 dollari tondi rappresenta ancora il target rialzista principale.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il prezzo del petrolio greggio WTI segna esattamente 90 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,020 dollari al barile, in scatto del +2%.
Previsioni sul prezzo del petrolio greggio WTI
Il prezzo del petrolio greggio WTI, ora in area 90 dollari, mostra un arretramento significativo rispetto al picco di 105 dollari raggiunto durante la fase più acuta delle tensioni geopolitiche.
Il quadro tecnico rimane comunque sostenuto da una struttura di fondo ancora rialzista, come suggerito dal fatto che il WTI continua a muoversi sopra le medie mobili di periodo più rilevanti.
Se il WTI dovesse scendere sotto 90 dollari, il mercato potrebbe avviare una fase correttiva più ampia verso gli 88 dollari, mentre un ritorno sopra 93–94 dollari riaprirebbe la strada a un recupero più strutturato.
Natural Gas Previsione del Prezzo
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Il prezzo del gas naturale è riuscito a spingersi nuovamente al rialzo sopra l’obiettivo dei 3 dollari tondi, sostenuto dall’ultimo incremento di circa +2% registrato nelle scorse ore. Si tratta di un movimento significativo, perché riporta la commodity su un livello che nelle ultime settimane aveva mostrato una forte capacità di respingere i tentativi di break‑out.
La tenuta di questo supporto, tuttavia, resta tutta da verificare, perché il gas naturale continua a mostrare frequenti fasi di riassorbimento che hanno riportato i prezzi in area 2,88 e 2,80 dollari. Questi livelli rimangono i principali riferimenti ribassisti: un ritorno sotto i 3 dollari potrebbe riattivare rapidamente le pressioni correttive e ricondurre le quotazioni verso quei supporti, replicando il comportamento osservato più volte nel corso dell’estate.
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