Il cross USDJPY si trova in fase di recupero rialzista a partire dai minimi relativi toccati l’8 settembre scorso a quota 152.892. Il dato tecnico di maggior rilievo giunge dall’analisi del grafico a candele settimanali, dove possiamo distinguere la presenza di una resistenza posizionata a 160.400, che per il momento costituisce la principale barriera tecnica alla prosecuzione del recupero.
Con riferimento alle prossime 2-4 settimane, almeno, l’impostazione dominante è ribassista e gli eventuali ulteriori avvicinamenti alla resistenza di 160.400 costituirebbero quindi, tecnicamente, occasioni di ingresso short multiday. Lo scenario è sbilanciato verso il probabile raggiungimento pieno del supporto di medio periodo, passante per 151.900/152.100. Solo una chiusura su grafico weekly superiore a 160.400 potrebbe imporre una revisione dello scenario dominante di tendenza.

Yen debole nonostante l’aumento dei tassi
Il dollaro/yen è particolarmente sensibile in questa fase alla diversa impostazione delle politiche monetarie di Giappone e Stati Uniti. La Bank of Japan ha alzato il tasso di riferimento al 1,25% nella riunione del 18 settembre, portandolo ai massimi degli ultimi 31 anni. La decisione è stata approvata con un voto di 7-2, ma il rialzo non ha prodotto un rafforzamento duraturo dello yen: il cambio ha infatti reagito al rialzo portandosi a quota 158.000, prima di stabilizzarsi.
Il comportamento del mercato evidenzia come il differenziale dei tassi continui a favorire il dollaro. La Federal Reserve mantiene un “vantaggio” di circa 2,50-2,75 punti percentuali rispetto al Giappone. Questo mantiene favorevole il differenziale di rendimento alla base del carry trade, cioè la strategia di prendere in prestito yen a basso costo per investirli in dollari a rendimento più alto, che tiene strutturalmente debole la valuta giapponese.
Per il dollaro/yen resta da monitorare con attenzione il comportamento delle autorità giapponesi. Nella parte finale di settembre saranno particolarmente importanti i dati sull’inflazione giapponese e, sul fronte statunitense, il dato PCE, oltre agli eventuali nuovi segnali provenienti dalle due banche centrali.

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Sul grafico a barre da 30 minuti ci concentriamo invece sull’individuazione dei riferimenti tecnici di rilievo più vicini per la settimana in corso. Le resistenze di breve periodo sono attualmente posizionate a quota 158.300/158.500 e 159.400/159.600, mentre a quota 156.550/156.590 è posto il supporto intermedio più vicino.
Lo spazio compreso fra supporto intermedio e resistenza rappresenta una zona di probabile distribuzione, all’interno della quale sono possibili ripetuti cambi di tendenza in preparazione della rottura ribassista, con obiettivi già in vigore a quota 155.490 e 154.800. Il segnale tecnico è short su test della prima resistenza oppure dopo la violazione del supporto. Il contesto di breve periodo descritto rimane valido solo con prezzi stabilmente inferiori a 159.600. L’eventuale superamento di tale livello aprirebbe probabilmente la strada a un test della resistenza di medio periodo a 160.400, imponendo un aggiornamento dei livelli con una nuova analisi.
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