Il prezzo del petrolio greggio WTI rimane sugli 82 dollari mentre il gas naturale si risveglia in forte calo (-2,5%) a causa del picco di domanda attesa.
Nonostante una fase complessivamente instabile, il petrolio greggio WTI ha chiuso la settimana con un progresso netto del +5%, confermando la persistenza di una struttura rialzista in un contesto ancora privo di segnali concreti di distensione tra USA e Iran.
Come già evidenziato nelle analisi precedenti, ogni giornata senza un accordo formale contribuisce a mantenere elevato il premio di rischio e sostiene la quotazione del WTI, che con buona probabilità continuerà a gravitare sopra gli 80 dollari al barile, livello ormai divenuto il vero pavimento tecnico di questa materia prima.
Il gas naturale, al contrario, ha mostrato un comportamento più composto, oscillando nella fascia tra 2,72 e 2,80 dollari senza riuscire a consolidare un break‑out sopra la soglia superiore. Stamane, la commodity sta però riaprendo in forte calo a causa delle previsioni per un picco della domanda.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 82,21 dollari al barile e il gas naturale passa di mano in netto calo a 2,664 dollari (-2,5% rispetto alla scorsa chiusura weekly).
Il prezzo del petrolio greggio WTI rimarrà quasi certamente sopra gli 80 dollari al barile, livello che coincide con l’SMA a 30 giorni e si colloca poco sopra l’SMA a 50 giorni, confermando la solidità del pavimento tecnico che sostiene la struttura rialzista.
Un eventuale break‑out ribassista aprirebbe spazio verso i supporti a 78 e 76,50 dollari, ma allo stato attuale questo scenario resta marginale: la pressione geopolitica legata alla mancata riapertura definitiva di Hormuz continua infatti a mantenere rialzista il contesto macro generale.
In assenza di progressi concreti tra USA e Iran, il mercato sembra destinato a ritestare la resistenza a 85 dollari, forse già nel corso della settimana, livello che rappresenta il vero spartiacque per valutare la possibilità di un’estensione rialzista più ampia. La dinamica attuale suggerisce un WTI ancora guidato da fattori esogeni più che da elementi tecnici, con un equilibrio che tende a favorire gli impulsi verso l’alto finché il contesto geopolitico resterà teso.
Il gas naturale apre la nuova settimana con un netto arretramento, scivolando a 2,665 dollari (-2,5%) dopo il picco di domanda attesa che ha innescato una pressione ribassista immediata.
Questo movimento rompe momentaneamente la stabilità osservata nei giorni scorsi, quando il prezzo era rimasto compresso tra 2,72 e 2,80 dollari, con quest’ultima soglia ancora una volta confermatasi come resistenza invalicabile: ogni tentativo di avvicinamento è stato respinto con decisione, segnalando l’assenza di momentum rialzista credibile.
La discesa odierna non modifica la struttura generale, ma accentua la fragilità del mercato, che continua a muoversi sotto il livello chiave di 2,80 e rimane più incline a correzioni che a estensioni rialziste.
Solo una chiusura solida sopra 2,80 aprirebbe spazio verso i successivi target tecnici a 2,82, 2,85 e 2,88 dollari, mentre finché la pressione di vendita resterà dominante, il gas naturale continuerà a gravitare nella parte bassa del range, con possibilità di estensioni anche verso i 2,50 dollari.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.