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Petrolio WTI stabile in area 84 dollari e ancora distante dal test decisivo a 85, mentre il gas naturale consolida sotto la resistenza chiave di 2,80 dollari. Le tensioni in Iran sostengono il greggio, mentre il gas prepara un possibile break‑out alimentato dalla domanda.
Il prezzo del petrolio WTI rimane in fase di recupero e passa di mano a breve distanza dal target intermedio di 85 dollari al barile. La struttura tecnica continua a favorire possibili breakout rialzisti, complice anche la persistente assenza di accordi in Medio Oriente, che mantiene elevato il premio di rischio e sostiene la materia prima.
Il gas naturale mostra invece un movimento più deciso: passa di mano in assetto chiaramente rialzista sopra i 2,780 dollari, segnando una ripresa significativa pari a +1,7% nelle ultime cinque sessioni di scambio.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 84,75 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,783 dollari.
Il petrolio greggio WTI continua a muoversi in una fase di consolidamento che mantiene intatto il quadro rialzista di fondo, pur senza aver ancora ritestato il livello chiave a 85 dollari, vero target intermedio della settimana. Finché il mercato resterà sopra le principali medie dinamiche, la struttura tecnica rimarrà orientata a nuovi tentativi di break‑out oltre gli 85 dollari, soglia che separa la semplice stabilizzazione da un impulso rialzista più credibile.
In caso di rottura, il successivo livello da monitorare si colloca a 88 dollari, resistenza che potrebbe essere raggiunta rapidamente se dovesse verificarsi un inasprimento delle ostilità in Iran, con un conseguente aumento del premio di rischio incorporato nei prezzi dell’energia.
Al contrario, qualsiasi segnale di distensione diplomatica o di accordo tra Washington e Teheran avrebbe un effetto immediato sul sentiment, favorendo un raffreddamento delle quotazioni e riportando il WTI verso il supporto principale a 80 dollari.
Il gas naturale resta in una fase tecnica delicata, posizionandosi appena sotto la soglia di 2,80 dollari, livello che negli ultimi mesi ha rappresentato una delle resistenze più ostiche e responsabili di diversi ritracciamenti.
L’attuale movimento potrebbe suggerire però un atteggiamento più costruttivo: il mercato sembra impegnato in una accumulazione graduale, con prezzi che si avvicinano alla barriera senza le tipiche correzioni immediate.
Se il gas riuscisse a superare con decisione i 2,80 dollari, il break‑out potrebbe trasformarsi in un rally alimentato dalla domanda, con estensioni verso le soglie successive.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.