Il prezzo dell’Oro rimane sulla difensiva, sebbene manchi una forte spinta di vendita a fronte di segnali contrastanti.
Il prezzo dell’Oro continua a muoversi in una fase di debolezza relativa, rimanendo al di sotto dei 4.800 $, ma senza mostrare segnali di accelerazione ribassista. Il metallo giallo fatica ad attirare nuovi flussi in acquisto, mantenendo una struttura difensiva nella prima parte della sessione europea, pur con un ribasso che appare progressivamente attenuato.
Uno degli elementi chiave di questo equilibrio è rappresentato dalla dinamica del biglietto verde. Nonostante un tentativo di recupero, il biglietto verde non riesce a rafforzarsi in modo deciso, limitando la pressione sul prezzo dell’Oro. Le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, legate in particolare al blocco navale dei porti iraniani, introducono un fattore di instabilità che, paradossalmente, non si traduce in un sostegno pieno al dollaro USA, contribuendo a mantenere il metallo giallo in una fase di consolidamento.
Sul fronte geopolitico, emergono segnali contrastanti. Da un lato, persistono attriti tra le parti, con un contesto ancora fragile nello Stretto di Hormuz; dall’altro, si registrano progressi diplomatici che alimentano un moderato ottimismo. La tregua di 10 giorni tra Israele e Libano e le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha parlato di un Iran vicino a un accordo, ha migliorato il sentiment di mercato. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni, Stati Uniti e Iran avrebbero concordato in linea di principio nuovi colloqui, anche se restano da definire tempi e modalità.
Questo mix di tensione e distensione si riflette direttamente sul prezzo dell’Oro, che trova un supporto di fondo ma non riesce a sviluppare un trend rialzista deciso. Il miglioramento del clima di rischio globale tende, infatti, a ridurre la domanda di beni rifugio, mentre l’incertezza ancora presente impedisce vendite aggressive.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.785,54 $, in ribasso dello 0,11% e con gli orsi che potrebbero iniziare a mettere pressione considerando il consolidamento sotto il livello annuale dei 4.801,767 $. Una chiusura negativa sotto i 4.750 $ darebbe probabilmente il via al ribasso, con il metallo giallo che metterà nel mirino prima il livello chiave dei 4.700 $ e successivamente il livello annuale dei 4.550,15 $.
Al rialzo, un rinnovo della pressione dei tori verrebbe confermato probabilmente solo a seguito di una decisa chiusura positiva sopra il livello annuale dei 4.801,767 $, con il livello chiave dei 4.900 $ a rappresentare il principale obiettivo LONG.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.