L’Argento subisce forte pressioni ribassiste, influenzato dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, che alimentano i timori di uno shock inflazionistico dovuto alle fluttuazioni del mercato energetico.
Il prezzo dell’Argento continua a perdere terreno nella giornata di mercoledì, con il metallo prezioso che scende sotto il livello chiave dei 75 $ l’oncia durante la sessione europea. La pressione ribassista resta significativa e riflette un contesto di mercato dominato da nuove tensioni geopolitiche, aspettative di inflazione persistente e timori che le principali Banche Centrali possano mantenere tassi d’interesse elevati più a lungo del previsto.
Il recente indebolimento del metallo prezioso arriva dopo il rapido deterioramento del sentiment sui rapporti tra Stati Uniti e Iran. Le speranze di un accordo diplomatico, che avevano sostenuto il mercato nelle settimane precedenti, si sono infatti affievolite bruscamente in seguito alle nuove operazioni militari americane nel sud dell’Iran.
Secondo quanto riportato nelle ultime ore, l’esercito statunitense avrebbe condotto attacchi di autodifesa contro obiettivi strategici iraniani. La risposta di Teheran non si è fatta attendere, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito un caccia F-35 americano e diversi droni accusati di aver violato lo spazio aereo del Paese. L’incertezza sulla stabilità della regione continua a sostenere i prezzi del petrolio, alimentando nuove pressioni inflazionistiche a livello internazionale. Ed è proprio questo uno dei principali fattori che stanno penalizzando l’Argento.
Inoltre, il mercato continua a monitorare con grande attenzione le prospettive della Federal Reserve. Nelle ultime settimane, gli operatori hanno progressivamente ridimensionato le aspettative di tagli dei tassi, tornando invece a valutare la possibilità di una politica monetaria restrittiva più duratura. Anche i recenti dati macroeconomici statunitensi hanno contribuito ad aumentare la prudenza degli investitori. L’indice di fiducia dei consumatori americani è infatti sceso a 93,1 punti a maggio, evidenziando una crescente preoccupazione delle famiglie per l’inflazione e per gli effetti economici del conflitto in Medio Oriente.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 74,561 $, in ribasso del 3,12% ed in pieno tentativo di consolidare il pullback SHORT del livello annuale dei 76,787 $; dal punto di vista tecnico, una netta chiusura sotto i 75 $ probabilmente permetterebbe agli orsi di aumentare la loro pressione, con il livello annuale dei 70,881 $ a fungere da principale obiettivo SHORT.
Al rialzo, un ritorno della pressione dei tori verrebbe probabilmente visto solo a seguito di una decisa chiusura sopra il livello chiave dei 78 $, con l’Argento che potrebbe raggiungere di nuovo il livello psicologico degli 80 $, prima di veder ritestare la resistenza chiave degli 82 $.
Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico. È inoltre possibile seguire la nostra pagina Facebook per rimanere aggiornati sulle ultime notizie economiche e analisi tecniche.
Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.