L’Argento scende sotto i 58,50 $ a causa dei rinnovati timori di un’interruzione delle forniture energetiche globali.
Il prezzo dell’Argento apre la settimana in territorio negativo, scendendo sotto i 58,50 $ durante la sessione europea e registrando un ribasso vicino all’1,5%. Il metallo prezioso continua a risentire del deterioramento del sentiment sui mercati, alimentato dalle nuove tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Il riaccendersi delle ostilità nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz ha infatti riportato al centro dell’attenzione il rischio di interruzioni nelle forniture energetiche globali, uno scenario che potrebbe sostenere i prezzi del petrolio e alimentare nuove pressioni inflazionistiche.
Le ultime notizie provenienti dal Medio Oriente indicano che durante il fine settimana si è verificato un nuovo scambio di attacchi tra Washington e Teheran nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più importanti per il commercio mondiale di petrolio. Attraverso questo corridoio marittimo transita infatti circa il 20% delle forniture energetiche globali, motivo per cui qualsiasi escalation militare viene immediatamente monitorata dagli operatori finanziari.
Questo contesto continua a influenzare direttamente il mercato dell’Argento. Sebbene il metallo prezioso venga spesso considerato un bene rifugio durante le fasi di instabilità geopolitica, nelle ultime settimane la sua performance è risultata inferiore alle aspettative. Il motivo principale risiede nell’effetto indiretto provocato dall’aumento dei prezzi dell’energia: un petrolio più caro alimenta infatti le aspettative di inflazione, inducendo le principali Banche Centrali, e in particolare la Federal Reserve, a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo.
L’attenzione degli operatori resta ora concentrata sul calendario macroeconomico statunitense, con il principale appuntamento della settimana che sarà rappresentato dalla pubblicazione dei dati sui Nonfarm Payrolls (NFP) di giugno, prevista per questo mese di giovedì.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 58,326 $, in ribasso dell’1,46% ed in pieno momentum ribassista da due settimane; dal punto di vista tecnico, una continuazione ribassista verrebbe presa in considerazione solo a seguito di veloce raggiungimento e superamento del livello annuale dei 56,172 $ che permetterebbe all’Argento di poter raggiungere il livello chiave dei 52 $.
Viceversa, un ritorno dei tori verrebbe confermato solo a seguito di una chiusura positiva sopra il livello psicologico dei 60 $, con il metallo prezioso che potrebbe raggiungere i due obiettivi LONG rappresentati dal livello annuale dei 62,746 $ e il livello chiave dei 68 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.