Tradotto con IA
Tutti conosciamo il vecchio adagio “Buy Low, Sell High”, ma a volte non è sempre così. Talvolta bisogna invece Buy High, Sell Higher. In effetti, il pensiero tradizionale orientato al valore che considera il raggiungimento dei massimi storici come un segnale di uscita dalla posizione non tiene conto del momentum: rendimenti positivi generano rendimenti positivi. Guardando al 3° trimestre 2026, penso che potremmo ricevere una spinta analizzando seriamente il fattore momentum e sfruttandolo, poiché potrebbe essere la più grande corsa pluriennale dai tempi della bolla delle dot-com. Vediamo tutti i titoli che parlano di tensioni geopolitiche persistenti e persino di guerre, così come della narrativa del “higher for longer” sui tassi d’interesse, ma a mio avviso la tendenza dei vincitori a sovraperformare i perdenti sembra essersi accelerata. Un modo per catturare il momentum è attraverso l’ETF PDP. Utilizza un motore sistematico che permette agli investitori di oltrepassare le proprie ansie e restare allineati con i leader di mercato verificati.
Ci sono fondamentali a supporto della febbre da momentum nei mercati: l’esplosione senza precedenti della spesa in capitale (capex). Nel dicembre 2025 il consenso degli analisti per la spesa degli hyperscaler nel 2026 era di soli 527 miliardi di dollari. A maggio 2026 quella stima era stata rivista a 754 miliardi di dollari, un aumento dell’83%. Quella è la pista di decollo.
In effetti, l’economia globale ha impegnato una costruzione cumulata da 7,6 trilioni di dollari fino al 2031 in ambiti come compute, data center e alimentazione. Il fattore momentum cavalca una potenza di utili concentrata. I settori dei semiconduttori, dell’hardware e delle utilities dovrebbero beneficiarne e rappresentano circa la metà della crescita totale degli utili dell’S&P 500 nel 2026.
Abbiamo visto questa spinta in titoli come Micron Technology (MU), la cui capitalizzazione di mercato è salita a 1 trilione di dollari in 48 giorni dopo aver superato i 500 miliardi di dollari. La società mediana nell’S&P 500 è in procinto di registrare il tasso di crescita trimestrale più forte dell’ultimo decennio dall’epoca della riforma fiscale del 2018.
Il rally del 2026 è alimentato da un aumento annuo previsto dell’EPS del 24%, con i multipli di valutazione che restano relativamente stabili intorno a circa 21x. Stiamo passando da un’espansione dei multipli a guadagni trainati dagli utili, rendendo fondamentale la capacità di isolare i vincitori.
Inoltre, il divario tra vincitori e perdenti ha raggiunto il valore più ampio dal 1990 e la dispersione è al massimo degli ultimi 36 anni: essere in un fondo indice medio significa diluire l’esposizione con l’80% inferiore dei performer. Il ritorno YTD di oltre il 20% di PDP è il risultato di una concentrazione nel quintile superiore del mercato, l’unico quintile che cattura l’intera forza del boom degli utili in corso.
Il fattore a basso rischio è diventato il fanalino di coda rispetto al leading factor momentum. In Nord America questo fattore ha mostrato uno spread di -13,13% tra il quintile superiore e quello inferiore. Per l’Asia, le azioni a bassa volatilità stanno rimanendo indietro rispetto alle controparti ad alta volatilità del 30%. Vediamo inoltre che il settore difensivo delle utilities ottiene attenzione solo quando si riallinea alla narrativa della domanda energetica legata all’AI.
Quindi, per questo regime l’ETF PDP è preferibile. PDP privilegia l’elevata forza relativa e la persistenza della tendenza e in questo contesto rappresenta un’allocazione molto migliore.
PDP traccia il Dorsey Wright Technical Leaders Index. Questo indice utilizza una matrice di forza relativa per risolvere il problema dell’identificazione dei leader. Confronta testa a testa ogni titolo nell’universo dell’indice. Ogni confronto genera un segnale di acquisto o vendita basato sui rapporti di prezzo. Il titolo con il maggior numero di vittorie, quindi il maggior numero di segnali buy, diventa il leader e ottiene il ranking #1.
Questo approccio usa anche i grafici Point & Figure (P&F), che aiutano a mitigare il “rumore” di mercato. Per esempio, una rottura a doppio massimo sul P&F conferma un segnale di acquisto e mantiene il fondo concentrato in titoli con breakout verificati.
Attualmente, mentre la Tecnologia è un pilastro principale, l’energia è salita di posizione mostrando la più alta sensibilità positiva agli aumenti dei rendimenti dei Treasury a 30 anni. Ci sono stati anche vincitori idiosincratici al di fuori dell’AI come O’Reilly Automotive (ORLY) e Copart (CPRT). Questo dimostra che il fattore momentum può catturare leadership anche in settori diversi dalla tecnologia.
PDP è in trend positivo se si guarda al grafico giornaliero. C’è stata una breve discesa sotto la 21-EMA, ma l’ETF si è rapidamente ripreso. L’RSI si sta avvicinando a livelli di ipercomprato, dunque PDP mostra un forte momentum positivo. Da notare però una certa divergenza ribassista: l’RSI forma massimi decrescenti mentre l’ETF fa massimi crescenti. Non si tratta di un motivo di preoccupazione serio, potrebbe essere un segnale falso, ma è bene tenerlo d’occhio. La divergenza ribassista verrebbe confermata da un’incapacità di mantenersi sopra la 21-EMA.
Esaminando gli internals di PDP con il tipo di chart Renko, la visione diventa più chiara. I mattoni Renko sono verdi e in salita con l’ETF che negozia al di sopra della 21-EMA, della 50-SMA e della 500-SMA. Ha inoltre superato la resistenza del Supertrend, che si è convertita in supporto. Il momentum appare anch’esso favorevole: l’RSI è in aumento e sopra 60 e lo Z-Score SMA è in tendenza rialzista con margine per ulteriori progressi. Dalla prospettiva Renko, PDP è ben posizionato per proseguire il trend rialzista nel Q3 2026.
PDP offre un modo disciplinato per esporsi a leader di mercato verificati in un momento in cui utili, dispersione, capex guidati dall’AI e persistenza delle tendenze premiano il momentum rispetto alla difensività. Sebbene la divergenza ribassista sull’RSI meriti monitoraggio, la struttura tecnica dell’ETF, a mio avviso, supporta ancora un bias rialzista per il Q3 2026 fintanto che il prezzo si mantiene sopra la 21-EMA.
Cedric Thompson, CMT, CFA, è uno stratega degli investimenti con esperienza nella gestione patrimoniale, nella strategia aziendale e negli investimenti multi-asset. Combina una profonda conoscenza dei mercati con solide competenze nella ricerca finanziaria, in Python e nell’analisi di trading, contribuendo inoltre a pubblicazioni finanziarie e alla leadership nel settore.