Gli Indici di Wall Street stanno attraversando una fase particolarmente interessante, caratterizzata da una crescente divergenza tra i principali listini statunitensi.
Il Nasdaq arriva da una delle migliori fasi rialziste degli ultimi anni. Dal minimo registrato a marzo fino ai massimi di giugno, l’indice tecnologico ha guadagnato quasi il 35%, sostenuto soprattutto dalla forza dei titoli legati all’intelligenza artificiale, ai semiconduttori e alla tecnologia ad alta crescita.
Dopo una corsa così intensa, alcuni segnali di consolidamento risultano fisiologici. Il mercato sta infatti attraversando il terzo giorno consecutivo di ritracciamento, anche se la struttura tecnica principale rimane ancora costruttiva. Particolare attenzione viene rivolta all’area di supporto situata attorno al livello annuale dei 29.864,54 punti, dove finché il Nasdaq riuscirà a mantenersi sopra questo livello, i tori conserveranno il controllo della situazione e potrebbero tentare nuovi allunghi verso i massimi recenti. Viceversa, una violazione decisa di questo supporto aprirebbe invece la strada a una correzione più profonda verso il livello chiave dei 29.000 punti, dove si trova un importante nodo volumetrico che potrebbe attirare nuovamente gli acquisti.
Anche l’S&P 500 continua a muoversi all’interno di un trend positivo di medio periodo. Tuttavia, alcuni indicatori tecnici suggeriscono che la forza del movimento stia iniziando a diminuire. Difatti, l’oscillatore RSI è uscito dalla zona di ipercomprato, segnalando un progressivo raffreddamento della pressione d’acquisto che aveva caratterizzato le ultime settimane. Parallelamente, il MACD mostra una situazione di sostanziale equilibrio, con l’istogramma che oscilla vicino alla linea dello zero.
Dal punto di vista operativo, il livello annuale dei 7.443,90 punti rappresenta il primo supporto da monitorare. Una tenuta di questo livello potrebbe favorire una fase laterale di consolidamento prima di un eventuale nuovo attacco ai massimi storici sopra i 7.600 punti. Al rialzo, il livello annuale dei 7.752,07 punti rappresenta il principale obiettivo per i tori. Una rottura convincente di quest’area rafforzerebbe ulteriormente il quadro rialzista e potrebbe aprire la strada a nuove estensioni. Al contrario, una discesa sotto il livello annuale dei 7.443,90 punti comprometterebbe la struttura tecnica attuale e aumenterebbe il rischio di una correzione più ampia, con il livello annuale dei 7.220,16 punti a fungere da principale target SHORT.
Il Dow Jones continua a distinguersi come l’indice più forte tra i principali colleghi statunitensi. Nelle ultime sedute ha aggiornato i massimi storici grazie alla rotazione degli investitori verso società industriali, finanziarie e difensive. La performance del Dow Jones contrasta nettamente con quella del Nasdaq, evidenziando un cambio di leadership all’interno del mercato americano.
Nonostante il trend rimanga chiaramente rialzista, alcuni indicatori suggeriscono una possibile perdita di slancio. Il mercato sembra aver già incorporato molte delle notizie positive recenti e potrebbe necessitare di nuovi catalizzatori per proseguire la salita. Dal punto di vista tecnico, la prima area di supporto si colloca intorno al livello annuale dei 50.482,62 punti, seguita dal livello psicologico dei 50.000 punti. Finché questi livelli rimarranno intatti, il quadro rialzista resterà dominante. Sul fronte opposto, la resistenza principale è rappresentata dall’area dei nuovi massimi storici intorno ai 51.500 punti, dove un superamento di questa zona potrebbe proiettare l’indice verso obiettivi ancora più ambiziosi, tra cui il livello annuale dei 51.783,78 punti e successivamente verso i 52.000 punti.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.