Il metallo giallo scende nelle prime ore della sessione europea di venerdì, con gli investitori che si preparano alla pubblicazione del rapporto sull’occupazione USA.
Il prezzo dell’Oro si mantiene sotto pressione nelle prime ore della sessione europea, con il metallo giallo che continua a oscillare vicino ai minimi settimanali in un contesto caratterizzato da forte incertezza geopolitica e crescente attenzione verso i dati macroeconomici statunitensi. Gli investitori restano concentrati sugli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e sul rapporto ufficiale sull’occupazione americana, due fattori destinati a influenzare in modo significativo l’andamento dei mercati finanziari nel breve termine.
Questo clima di cautela deriva principalmente dalla mancanza di progressi concreti nei colloqui tra Washington e Teheran. Nonostante i contatti diplomatici siano ancora attivi, le dichiarazioni provenienti da entrambe le parti continuano a evidenziare profonde divergenze sui temi più delicati, tra cui il programma nucleare iraniano e la sicurezza delle principali rotte energetiche del Medio Oriente.
Le tensioni si sono ulteriormente intensificate dopo i recenti episodi militari che hanno coinvolto diverse aree del Golfo Persico. Gli attacchi avvenuti nella regione hanno riacceso i timori di una possibile escalation del conflitto, aumentando il rischio di nuove interruzioni nelle forniture energetiche globali. In questo scenario, il metallo giallo si trova a dover bilanciare due forze contrapposte: da un lato il suo tradizionale ruolo di bene rifugio, dall’altro la crescente pressione esercitata dall’aumento dei rendimenti obbligazionari e dalla forza del dollaro statunitense.
In questo contesto assume particolare importanza la pubblicazione del rapporto sui Nonfarm Payrolls, con il mercato che si attende una crescita moderata dell’occupazione statunitense, con circa 85.000 nuovi posti di lavoro creati nel mese di maggio e un tasso di disoccupazione stabile al 4,3%. Si tratta di un appuntamento fondamentale perché potrebbe influenzare direttamente le aspettative sulla prossima traiettoria della Federal Reserve.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.460,895 $, in ribasso dello 0,32% ed in pieno movimento ribassista dopo la falsa rottura LONG dal livello annuale dei 4.550,15 $; dal punto di vista tecnico, una chiusura settimanale definitiva sotto i 4.500 $ permetterebbe agli orsi di spingere ulteriormente la commodity al ribasso, con il livello chiave dei 4.400 $ e il livello annuale dei 4.298,533 $ a fungere da principali obiettivi SHORT.
Un ritorno del movimento rialzista verrebbe visto solamente a seguito di una decisa chiusura sopra il livello annuale dei 4.550,15 $, con i tori che da quel momento in poi cercheranno di spingere il metallo giallo prima verso il livello chiave dei 4.700 $ e successivamente verso il livello annuale dei 4.801,767 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.