Il cambio euro dollaro inverte i guadagni settimanali e ritorna sotto 1,1400, influenzato dal rallentamento oltre le aspettative dell’inflazione dell’Eurozona.
Il prezzo dell’euro dollaro torna sotto pressione durante la sessione europea di mercoledì, interrompendo il tentativo di recupero avviato all’inizio della settimana. Il fiber scivola nuovamente al di sotto del livello chiave 1,1400, con gli investitori che tornano a guardare ai minimi degli ultimi 13 mesi, registrati a giugno intorno a 1,1325. A pesare sul cambio sono soprattutto i dati sull’inflazione dell’Eurozona, risultati inferiori alle attese, e il persistente rafforzamento del dollaro statunitense, sostenuto da un’economia americana ancora resiliente e dalle aspettative di una Federal Reserve intenzionata a mantenere una politica monetaria restrittiva.
La debolezza de fiber riflette un netto cambio di sentiment da parte degli operatori. Se nelle ultime sedute la moneta unica aveva beneficiato di un temporaneo miglioramento del clima di mercato, il rallentamento dell’inflazione europea ha riacceso i dubbi sulla possibilità che la Banca Centrale Europea possa proseguire rapidamente con ulteriori rialzi dei tassi di interesse.
I dati preliminari pubblicati mercoledì mostrano infatti che l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IPCA) dell’Eurozona è rallentato al 2,8% su base annua nel mese di giugno, al di sotto sia delle attese del mercato, fissate al 3%, sia del 3,2% registrato nel mese precedente. Ancora più significativo il calo dell’inflazione Core, scesa al 2,4% dal precedente 2,6%, segnale che le pressioni inflazionistiche di fondo stanno progressivamente diminuendo.
Grande attenzione sarà ora rivolta verso l’intervento del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, il quale ha finora mantenuto un atteggiamento molto prudente nelle comunicazioni ufficiali, evitando di fornire indicazioni esplicite sulle future mosse della FED. Dal punto di vista macroeconomico, nei prossimi giorni il focus si sposterà inoltre sui principali dati macroeconomici statunitensi, tra cui il rapporto ADP sull’occupazione privata, l’indice ISM manifatturiero e soprattutto i Nonfarm Payrolls.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1392, in ribasso dello 0,26% ed in pieno tentativo di ripresa del trend ribassista dopo la correzione delle ultime sessioni; dal punto di vista tecnico, un consolidamento sotto il livello chiave 1,1400 permetterebbe agli orsi di aumentare la loro pressione, spingendo il cambio verso 1,1350 e verso il livello annuale 1,1253.
Al rialzo, una ripresa del movimento rialzista verrebbe visto probabilmente a seguito di chiusura sopra 1,1430, con i tori che a quel punto spingeranno l’euro dollaro verso il livello annuale 1,1507, principale obiettivo LONG.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.