Il cambio euro dollaro cerca di rafforzarsi, ma l’avversione al rischio e gli alti prezzi del greggio probabilmente manterranno contenuto l'ottimismo degli investitori europei.
Il prezzo dell’euro dollaro prova a recuperare terreno dopo aver toccato nuovi minimi di sei settimane nelle prime ore di lunedì, ma il quadro generale rimane fragile a causa del forte clima di avversione al rischio che continua a dominare i mercati finanziari globali. Il fiber si mantiene infatti vicino all’area di 1,1640 dopo essere sceso poco sopra quota 1,1600, livello che rappresentava uno dei supporti più importanti delle ultime settimane.
Nonostante il leggero rimbalzo tecnico, il contesto macroeconomico e geopolitico continua a favorire il dollaro statunitense. Gli investitori restano infatti estremamente cauti dopo il nuovo peggioramento della situazione in Medio Oriente, che ha provocato una nuova impennata dei prezzi energetici e aumentato la domanda di asset rifugio.
Il presidente statunitense Trump ha dichiarato che il tempo stringe per l’Iran, aumentando ulteriormente la pressione diplomatica e militare. Nel corso del fine settimana lo stesso ha inoltre incontrato il proprio team per la sicurezza nazionale e discusso direttamente della crisi con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il mercato teme ora che il cessate il fuoco sia definitivamente compromesso e che le possibilità di riaprire rapidamente lo Stretto di Hormuz si stiano riducendo drasticamente. Questo scenario continua a spingere al rialzo i prezzi del greggio.
L’aumento dei costi energetici rischia di alimentare ulteriormente l’inflazione e contemporaneamente rallentare la crescita economica europea, e questo mix di inflazione elevata e crescita debole rappresenta uno dei principali fattori che stanno limitando il potenziale rialzista del fiber. Nel frattempo, il biglietto verde continua a beneficiare della forte domanda di beni rifugio. Gli investitori stanno aumentando l’esposizione verso la valuta americana sia per ragioni geopolitiche sia per il ritorno delle aspettative di una Federal Reserve più aggressiva.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1638, in rialzo dello 0,11% ed in pieno tentativo di pullback dopo il break-out SHORT del livello annuale 1,1692 di venerdì; dal punto di vista tecnico, il livello annuale 1,1692 rappresenta il target di brevissimo termine e solo un suo netto superamento permetterebbe ai tori di spingersi ulteriormente al rialzo e puntare al livello psicologico 1,1800.
Viceversa, una chiusura negativa anche nei pressi di 1,1600 spingerebbe gli orsi a mettere ulteriore pressione all’euro dollaro, spingendolo verso il livello annuale 1,1507, il principale obiettivo ribassista.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.